I Legionari del bene per il Burkina Faso

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“La scintilla che ha generato il progetto umanitario che abbiamo iniziato a favore di una zona del Burkina Faso, nel cuore dell’Africa, è nata dal desiderio di portarvi luce elettrica e acqua, elementi fondamentali per il benessere della popolazione”.
Sono le parole di Sauro Mazzola, l’imprenditore carpigiano che si è messo generosamente a capo di un gruppo di volonterosi imprenditori e professionisti locali costituitisi  nell’associazione Legionari del Bene, per portare aiuto, sostegno e solidarietà alla comunità cattolica di Tenkodogo, composta di circa un milione di abitanti, in  spirito di fratellanza e solidarietà cristiana.
In cosa consiste l’aiuto dei carpigiani a quella località?
“Lo stato di particolare difficoltà di questa regione sub-sahariana in perenne lotta contro la desertificazione e, allo stesso tempo, alcuni legami di amicizia con dei sacerdoti del Burkina transitati a Carpi, ci hanno consentito di mettere a fuoco le esigenze primarie della popolazione di Tenkodogo. D’accordo col vescovo locale monsignor Prospero Kontiebo, ordinato vescovo nel 2012 da Papa Benedetto nonché suprema autorità dei Legionari del Bene i quali gli hanno promesso obbedienza”.
Quali sono i bisogni primari della comunità?
“Innanzi tutto l’acqua e la luce elettrica per gli abitanti e l’irrigazione dei campi, ma anche la fornitura di altri prodotti di prima necessità come medicinali, prodotti di prevenzione della malaria come chinino e zanzariere, generi alimentari come pasta e condimenti (preparati dalla Menù di Medolla), automezzi, biciclette, motorini, disinfettanti, prodotti per l’igiene personale, tavoli da taglio e macchine da cucire messi a disposizione con generosità dal Claudio Martinelli del Maglificio Tattica di Rovereto.
Forte e generoso il rapporto con l’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, nostro primario fornitore di garza idrofila per uso zanzariera, unitamente a kit insetto repellenti. Abbiamo poi sviluppato un progetto di fotovoltaico per lo sfruttamento dell’energia solare per l’estrazione dell’acqua dai pozzi per soddisfare il fabbisogno di acqua potabile e  lo sviluppo delle coltivazioni agricole destinate all’alimentazione. Da ricordare che l’economia locale si basa sull’agricoltura, l’allevamento e il commercio”.
Come si articola e si sviluppa il contributo dei carpigiani?
“Abbiamo creato un gruppo di imprenditori e professionisti carpigiani che hanno preso a cuore questo progetto umanitario all’insegna dell’aiuto solidale e cristiano. Il vescovo della Diocesi di Tenkodogo, Kontiebo, in visita nei giorni scorsi a Carpi, ha voluto conoscere personalmente i benefattori e ci ha fornito importanti indicazioni sui generi di prima necessità utili alla popolazione”.
Come trasportate il materiale raccolto fino al centro dell’Africa?
“Con container da 40 piedi che trasportano 12 tonnellate di merce ogni viaggio; materiale  che raccogliamo in un magazzino messoci a disposizione gratuitamente da un benefattore in via Caboto; così come gratuitamente ci viene offerto dal mondo bancario il viaggio dei container che, dal porto di Livorno, arrivano al porto di Abidjan in Senegal e da lì proseguono via terra verso il Burkina Faso”.
Quanto costa un trasporto?
“Circa diecimila euro”.
Il prossimo quando avverrà?
“In ottobre e, oltre a medicinali e generi  alimentari in scatola offerti dalla Menù di Medolla, spediremo anche capi di abbigliamento per adulti e bambini, tessuti, incubatrici, due automobili e qualche motorino, prezioso mezzo per i sacerdoti che si muovono nella savana verso gli oltre 500 villaggi che compongono la Diocesi di Tenkodogo.  Proprio la settimana scorsa abbiamo avuto ospite a Carpi il vescovo monsignor Prosper Kontiebo che, dopo una cordiale visita al confratello carpigiano, monsignor Francesco Cavina con il quale ha concelebrato la Santa Messa, ha voluto rendersi conto di persona del lavoro che i volontari associati nei Legionari del bene stanno facendo per la popolazione della sua Diocesi per ringraziarli e porgere loro la propria gratitudine. Ma non è tutto, i Fratelli Beltrami della nota e antica falegnameria hanno donato preziosi macchinari e pialle per la lavorazione del legno. Inoltre, grazie alla disponibilità degli architetti Maurizio Dodi e Luca Borghi, abbiamo realizzato un progetto per la costruzione della Diocesi, una superficie di alcuni ettari di terreno già donati dalla comunità burkinabè, destinati a luogo di culto, accoglienza e aggregazione. E, ancora, alloggi per sacerdoti e monache, ospiti e lavoratori, una biblioteca, aule per l’insegnamento, un centro civico, un’infermeria, un magazzino, una cucina e persino un laghetto per l’irrigazione.
Il progetto, denominato Mater Africa verrà realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente e della cultura africani”.
Per non fare sentire soli quegli uomini, quelle donne e quei bambini e far loro conoscere la generosità dei carpigiani.
Cesare Pradella

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