Il segreto della creatività? Sporcarsi le mani

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Si parla spesso dei giovani del Belpaese. Li si descrive come svogliati, senza più passioni e voglia di impegnarsi. Depressi e spenti. Conclusioni affrettate, almeno a giudicare dall’impegno che due di loro, Federico Spaggiari ed Enrico Cattabriga – 27 anni il primo, 25 il secondo – mettono in quel che fanno. E quel che fanno, tra le altre cose, è contribuire al buon esito di manifestazioni importanti per Carpi come la Festa del Racconto e il Premio Arturo Loria. Ci sono il loro intuito e la loro creatività dietro a fortunate iniziative – che hanno saputo attirare anche l’attenzione della stampa nazionale – quali Mettici la faccia (realizzata anche con il fondamentale apporto creativo di Lara Zironi) e Comodini d’autore. La prima dava la possibilità ai lettori, durante l’edizione 2011 della Festa del Racconto, di vestire i panni del proprio personaggio letterario preferito e, in queste vesti, farsi immortalare per poi ritrovarsi in una mostra che ha ricevuto l’apprezzamento di un fotografo di fama mondiale come Mario Dondero. Comodini d’autore invece, ha fatto sì che circa 200 persone inviassero la foto del proprio comodino per condividere la propria passione per la letteratura, trovare spunti e suggerimenti di lettura e creare il primo comodino virtuale della storia. Iniziando come stagisti a occuparsi dell’Ufficio Stampa della Festa del Racconto quattro anni fa, si sono progressivamente ritagliati un proprio spazio all’interno dell’organizzazione, guadagnandoselo a suon di spunti originali e proposte interessanti. “Ho cominciato questa avventura per caso – spiega Enrico, laureato in Filosofia estetica a Bologna e con la passione per la grafica – non sapendo se quell’esperienza, assolutamente nuova, mi sarebbe piaciuta. E ora eccomi qui, ancor più motivato di quando ho iniziato. Mi è stata data l’opportunità di realizzare un mio piccolo sogno: quello di poter contribuire alla diffusione della cultura. Siamo circondati da un enorme potenziale, umano e artistico e la collettività non riesce a rendersi ancora ben conto del suo reale valore. Il solo fatto di riuscire a far uscire le persone di casa e far vivere loro la città, con gli eventi o le manifestazione che curiamo, è un immenso successo, ma più che altro un punto di partenza per fare tanto altro”. Il vero amore di Federico è, invece, la comunicazione, tanto che sta frequentando i corsi della Laurea magistrale in Pubblicità, editoria e creatività d’impresa all’Università di Modena e Reggio Emilia. E pare che per la comunicazione sia proprio portato, considerato il successo di Comodini d’autore. “La forza di un’iniziativa di comunicazione come quella che ruota attorno al contest dei Comodini – spiega Federico – risiede nella capacità di far sentire l’utente parte di un evento importante come il Premio Loria. Questo, ovviamente, non è merito di doti particolari del nostro staff: è solo grazie alle nuove possibilità che offrono strumenti sorprendenti come i social network. Il nostro contributo sta piuttosto nello scegliere la forma più appetibile e accessibile per incentivare il dialogo con l’utente. Bisogna parlare del quotidiano, abbandonando una sterile formalità in favore di una più efficace e, tuttavia, rispettosa informalità. Oggi le persone, che si tratti di partecipare a una rassegna o scegliere un locale nel quale trascorrere la serata, vogliono essere sempre più parte attiva, sentono il desiderio di lasciare un segno. Ed è proprio questo spirito che mi ha spinto a seguire un percorso di studio e professionale che mi aiutasse a organizzare eventi. Ho ancora tanta strada da fare ma grazie a ogni nuovo progetto nel quale mi impegno, maturo esperienze preziose. Ben lontano dal voler insegnare qualcosa agli altri miei coetanei, colgo l’occasione per dire che, soprattutto per professioni atipiche come quella di comunicatore, l’unico modo per fare la differenza è affiancare all’irrinunciabile base teorica fornita dallo studio, il sano, classico sporcarsi le mani”. Staremo a vedere quali altre sorprese ci riserveranno i due giovani creativi che, insieme alle sezioni di brainstorming, non disdegnano i calli sulle mani causati dall’allestimento di un’installazione o di una mostra.

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