Rubrica Tempo games: Link is Back!

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Salve Lettori! Sulla scia delle precedenti recensioni sui grandi remake, proseguiamo i nostri nostalgici racconti, questa volta focalizzando i nostri sforzi su un famosissimo brand targato Nintendo. Questo 2013, come detto in precedenza, sarà l’anno dei reboot, l’anno in cui grossi, anzi, grossissimi titoli rivedranno la luce sotto un’altra veste, vedi Devil May Cry, Tomb Raider e company, ma questa volta la grande N, ha annunciato la rivisitazione di un titolo che ha fatto la storia dei videogames, un titolo che ha portato alla casa di Kyoto milioni di fans: The Legend of Zelda. Rivelata la notizia su uno dei suoi personalissimi Nintendo Direct, il team ufficiale di sviluppo sta lavorando a ben due titoli della serie, entrambi per la consolle ammiraglia, ovvero il WiiU, spiegando che si tratta, nel primo caso di una rivisitazione di un vecchio titolo per GameCube (The Wind Waker) e di un gioco interamente nuovo, esclusivo per la nuova console di casa. Attesissimo da tutti i fan, Zelda è da sempre sinonimo di divertimento, azione, immediatezza e magia e questo ultimo titolo sembra, almeno a giudicare dalle prime indiscrezioni e dalle prime immagini, rispettare appieno tutte le aspettative. Oggi però, desidero parlarvi dell’ultimissimo annuncio rilasciato dalla Nintendo, ovvero il making of di The Legend of Zelda, A Link to the Past 2 per Nintendo 3DS, il seguito del più grande capitolo della saga. Amato da milioni di persone, A Link to the Past, venne rilasciato nel lontano 1991 per Super Nintendo e ha rappresentato l’inizio di una leggenda poi proseguito con l’altrettanto famoso Zelda The Ocarina of Time, per Nintendo 64. Ho avuto la possibilità di giocare a quel titolo 16bit e posso solo dirvi che le ore passate su quel gioco non le dimenticherò mai: divertente, pieno di enigmi, segreti e armi differenti, magie e oggetti da svelare e nemici da abbattere, mostrava quelli che oggi sono diventati classici meccanismi dei giochi d’azione fantasy (grazie a lui) e come se non bastasse, mostrava un livello di difficoltà notevole per gli standard di allora. La trama, ripeto col rischio di essere pedante, è quella della classica lotta contro il male, rappresentato dal cattivo di turno che rapisce la principessa Zelda portandola via dal suo regno e nascondendola in una dimensione parallela, buia e misteriosa. Da questo incipit, partono una serie di dungeon sparsi per tutta la mappa e missioni secondarie degne del più grande Rpg di tutti i tempi. La colonna sonora era epica, ripresa più volte dai ragazzi della Nintendo per tutti i titoli successivi e gli effetti audio perfetti, permettevano al giocatore di non stancarsi mai di giocare a un titolo simile. La giocabilità era a dir poco magnifica: decine di oggetti differenti, scudi, archi, frecce, bastoni magici e numerosi nemici facevano a paio con difficili dunguon dalla difficoltà progressiva e da un numero quasi spasmodico di porte chiuse e chiavi da trovare. In questo 2013, a 22 anni dall’uscita di A Link to the Past, la magia sembra invariata e il grande lavoro del team di sviluppo sembra star dando molti frutti, a giudicare dai primi video e dalle prime immagini, convertendo quel vecchio titolo a 16bit per l’ultima console portatile Nintendo, mostrando una grafica 3D mozzafiato e una giocabilità del tutto rinnovata, oltre a una mappa aggiornata e nuovi segreti creati appositamente per i nuovi e di vecchi fan. Le aspettative sono alle stelle e l’attesa sarà spasmodica… intanto si segna un picco in netta risalita della console portatile, causato da questo semplice annuncio. Tutto rinascerà di nuovo, lo so. Qui accanto i miei voti del titolo originale, in attesa di poter recensire anche il nuovo episodio.
Giuseppe Attanzio

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