Alla scoperta della Casa delle fate

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In un periodo storico particolarmente difficile e precario, in cui il senso di comunità diventa ancor più importante per ciascuno di noi, un gruppo di operatori e ricercatori olistici vogliono dare spazio alle energie intuitive e spirituali, alla consapevolezza e all’accoglienza, tipiche qualità femminili che, però, sempre più spesso, sono rintracciabili anche negli uomini.
“Cà delle fate è il nome che abbiamo scelto per il nostro progetto – ha spiegato Serena Maccaferri, ricercatrice – l’idea iniziale è stata di Monica Lugli, presidente dell’associazione Sorgente di Vita, idea che abbiamo accolto con grande entusiasmo. La figura della fata, infatti, ci rappresenta molto, per il suo essere a metà strada tra l’umano e il magico, tra una creatura riflessiva e protesa verso il bene comune. La casa, poi, è per antonomasia il luogo in cui ci si sente liberi di esprimersi e aprirsi completamente, in cui si condividono esperienze, emozioni, in cui ci si aiuta vicendevolmente, e dove ci si sente protetti e amati”. “L’archetipo della fata – ha precisato Francesca Pellegrini, psico-corpo terapeuta che da più di trent’anni conduce gruppi e segue percorsi individuali di evoluzione, salute e benessere in regione, e che sarà un ospite di rilievo del primo semestre di attività di Cà delle Fate – è positivamente diffuso tra le persone. Nell’immagine della fata sono rintracciabili molti stati mentali che noi condividiamo appieno: la serenità, l’apertura al prossimo, la benevolenza e l’altruismo, oltre all’atteggiamento di aggregazione e condivisione che contraddistingue le fate, che tutti noi, sin da bambini, ci immaginiamo ritrovarsi insieme in qualche bosco incantato”. “Anche gli uomini possono essere delle ‘fate’ – ha sottolineato Serena – ciascun uomo ha dentro di sé delle forze femminili, così come ogni donna serba anche della caratteristiche maschili. Pertanto, il prendersi cura di sé e degli altri, e dedicarsi del tempo tramite corsi di shiatsu, yoga, cucina e corsi per conoscersi meglio e condividere insieme eventi come gli equinozi e i solstizi, non sono prerogative del genere femminile bensì attitudini che anche gli uomini tendono a manifestare. Gli incontri, infatti, hanno già riscontrato interesse da parte di uomini che, evidentemente, esprimono in maniera meno esplicita le proprie sensazioni, ma hanno comunque voglia di condividerle”. Oltre a Serena Maccaferri e Monica Lugli, gli altri promotori di Cà delle Fate sono Adelgunde Müller, Nadia Melli, Enrica Campi e Marco Guerzoni che propongono un ricco calendario di iniziative e incontri, tra i quali quelli legati alla Ruota dell’Anno, alle Meditazioni, a scambi Reiki e approfondimenti Shiatsu. “A volte – hanno confermato i promotori del progetto, patrocinato dal Comune di Carpi – basta ritrovarsi nello stesso luogo per riscoprire i ritmi personali e come risuonano negli altri e nella Natura”.
Chiara Sorrentino

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