“La Sanità è in attesa di una riforma globale”

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“La Sanità è in attesa di una riforma globale”. E’ questo il parere del dottor Enzo Cacciatore, libero professionista carpigiano che aggiunge: “come la scuola, anche la Sanità non ha mai potuto godere del privilegio di una riforma globale. Si è andati avanti a colpi di riformine parziali, spesso slegate tra loro, con progetti irrazionali a volte fatti su misura per aiutare i cosiddetti compagni di merende”.
Qualche critica precisa?
“Vale per tutti i partiti di Destra e di Sinistra e per tutti i Governi che si sono succeduti. Le ultime riforme globali che l’Italia ha conosciuto sono quelle Gentile per la scuola e, per la sanità, quella promossa dal deputato carpigiano Carra che abolì le mutue sostituendole con le Usl, i cui vertici, però, sono da allora di nomina dei partiti. In pratica i professionisti della Salute sono stati del tutto esautorati e messi da parte”.
Con quali conseguenze?
“Che ogni nuovo Ministro della Sanità buttava a mare i provvedimenti del suo predecessore, di qualunque colore politico fosse. E così, con l’era dei direttori generali e dei manager nominati dalla Regione, in accordo con Province e Comuni, la politica è entrata di prepotenza negli ospedali e nelle università. E l’epoca dei ‘baroni’ è stata sostituita con quella dei politici, spesso ex deputati o ex sindaci alla ricerca di un posto. La prova? Basti guardare quanto è accaduto a Modena per la direzione generale dell’Azienda e del Policlinico e quello che sta avvenendo alla clinica oncologica. A Carpi invece abbiamo assistito alla spoliazione del Ramazzini che ha perso molti primari dirottati a Baggiovara, Vignola e Sassuolo”.
Ma cosa è emerso dalla recente Conferenza territoriale socio-sanitaria della Provincia di Modena?
“Un documento vuoto e privo di conseguenze pratiche e così gli ospedali della Bassa (quello di Carpi e Mirandola) restano le cenerentole della sanità pubblica modenese a tutto vantaggio di Policlinico, Baggiovara e Sassuolo. E, purtroppo, il direttore generale dell’Azienda, Mariella Martini, ha affermato che si dovranno compiere altri dolorosi tagli per i servizi di ristorazione e di pulizia e la riduzione delle spese per il personale, alla stregua di quanto ha già fatto il Governo Monti. Nel frattempo però sono stati nominati tre nuovi direttori per le tre maxi aree, Pietrantonio per Baggiovara e Castelfranco, Donati per Pavullo, Vignola e Sassuolo e Pesi per Carpi, Mirandola e Finale. Ma il direttore del Policlinico Petropulacos ha detto di volere l’integrazione delle due aziende sanitarie modenesi, Policlinico e Baggiovara, ma si guarda bene dal rinunciare a uno dei due direttori coi loro lauti stipendi. Con Pighi e Sabbadini che hanno definito il piano, un’occasione per potenziare la rete sanitaria. Incredibile. Inoltre il Poliambulatorio del Policlinico è stato dichiarato pericoloso perchè pieno di amianto, come se non si sapesse da sempre… Occorre imboccare la via di una riforma seria nella quale i direttori generali rinuncino a premi e stipendi d’oro, con nomine meritocratiche fatte alla luce del sole e non con la suddivisione degli incarichi tra le due anime del Pd come avviene tuttora”.
Cesare Pradella

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