“Ci sentiamo poco ma ci faremo sentire”

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E’ questo il grido battagliero che anima i componenti dell’associazione carpigiana Asi – Affrontiamo insieme la sordità, capitanati dal presidente, Domenico Pinto. Una realtà, quella di Asi, nata due anni fa, per difendere i diritti delle persone affette da ipoacusia, offrire informazioni sugli impianti cocleari e sollecitare l’intervento di enti e strutture sanitarie per quanto riguarda la diagnosi precoce, una corretta protesizzazione e un’assistenza duratura ed efficace. Un presidio quello di Asi a cui nulla sfugge: “non possiamo certo sostituirci all’azienda sanitaria – spiega Pinto – ma la lista d’attesa del Reparto di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Ramazzini, centro regionale accreditato per la cura della sordità, deve essere accorciata e il numero di impianti cocleari posti ogni anno non deve conoscere battute d’arresto, poiché i costi di tali impianti sono ben poca cosa rispetto a quelli elevatissimi che la società deve sostenere per ogni persona lasciata alla sua sordità”. Il rischio infatti è che questa eccellenza del nostro territorio, cui si somma un Servizio di Audio – Vestibologia tra i migliori in Italia, per mancanza di fondi e di volontà politica, salti da un momento all’altro. Quest’anno sono stati applicati 11 impianti e altri due sono già programmati ma i numeri potrebbero crescere ancora se solo la Regione ne destinasse al nostro ospedale un numero maggiore. L’applicazione dell’impianto cocleare prevede un esborso di circa 20mila euro, a cui si aggiungono spese rilevanti per le visite pre e post operatorie e i controlli. Cifre consistenti che, però, prevedono anche dei rimborsi: “come centro di riferimento regionale Carpi ha la possibilità di accogliere pazienti da tutt’Italia beneficiando di un rimborso da parte della Regione di circa 30mila euro a impianto, un vantaggio economico per l’Azienda”. E allora perchè il reparto carpigiano che, come assicura il direttore del distretto, Claudio Vagnini, “a partire dalle prime settimane del 2013 potrà contare su ben 10 sale operatorie funzionanti”, abbattendo così, in parte, le liste di attesa, non può beneficiare di più impianti cocleari? La risposta è sempre la stessa: razionalizzazione. “A fronte di minori conferimenti e in piena crisi legata alla gestione del post sisma – continua Vagnini – l’azienda deve fare delle scelte”. Scelte che potrebbero minare l’indice di attrattività del nostro ospedale nonostante il suo potenziale: “con 10 sale operatorie, il Ramazzini potrebbe assumere un ruolo di spicco nel panorama sanitario della Provincia di Modena, dando risposte di qualità. Il nostro è un ospedale d’area e le sue eccellenze devono essere salvaguardate”, ha sottolineato l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Carpi, Alberto Bellelli. Ma potrà davvero essere superata l’antica diatriba tra Carpi e Modena? Il dottor Giorgio Guidetti è pessimista: “nonostante Modena non possa vantare un centro di eccellenza come il nostro, le simpatie della Regione non vanno certo nella nostra direzione. Se Carpi continuerà a essere considerata la periferia, allora è inutile ambire a migliorare i nostri numeri. Noi cerchiamo di garantire alti standard di qualità ma la politica deve alzare la voce e difendere la sanità dell’Area Nord. Ricordiamo poi che, accanto ai numeri di impianti cocleari applicati, deve crescere anche quello del personale in forza al Reparto per rendere la struttura efficiente e in grado di garantire un livello di assistenza qualificato”. Le risorse umane, ha infatti aggiunto il dottor Stefano Galli, “sono ridotte all’osso e la difesa dell’eccellenza dell’Otorinolaringoiatria del Ramazzini passa anche per l’espansione del reparto”. Oggi, continua il dottor Maurizio Negri, il “tempo d’attesa per un intervento all’orecchio è di 5 anni, mentre è di un anno quello per un impianto cocleare. Il messaggio mi pare chiaro, la volontà politica è quella di mandare via i pazienti”. E se anche le tonsille oggi costituivano un problema a causa della carenza di sale operatorie (ne erano rimaste solo 3 funzionanti) il futuro potrebbe avere ben altri contorni. Colmo sarebbe se, dopo anni di sale operatorie contese, ora non ci fossero abbastanza professionisti per sfruttarle appieno…
Jessica Bianchi

L’impegno di Asi

Asi, grazie al contributo del Comitato della Balorda che ha donato 4,567 euro e alla generosità degli Amici di San Marino, ha raccolto i 20mila necessari all’acquisto di un impianto cocleare e di una protesi ossea impiantabile già applicati a un bimbo di 2 anni e a una signora, entrambi carpigiani.

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