Quando una telefonata ti complica la vita

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Qual è il colmo nell’era di internet, delle mail, dei social network? Non riuscire neppure a fare una telefonata. Questa è la disavventura capitata a Monica Severi, titolare, insieme al marito, del bar-pasticceria Le follie del pasticciere in viale Peruzzi. Tutto è iniziato quando, allo scopo di risparmiare una ventina di euro mensili, Monica ha deciso di cambiare gestore telefonico. “E’ venuto in negozio il rappresentante di una ditta di Bologna che, dopo avermi ripetutamente garantito che non ci sarebbero stati problemi di sorta, ci ha convinti a firmare il contratto”. Questo accadeva il 30 agosto scorso. Dopo 15 giorni circa dalla data della stipula del contratto sarebbe poi dovuto arrivare il materiale tecnico necessario all’attivazione. “L’11 di settembre effettivamente è arrivata l’apparecchiatura – continua Monica – e, verso fine mese, sono giunti anche i tecnici. Peccato che, poco dopo, intorno al 6 ottobre, la compagnia che avevamo deciso di abbandonare abbia ‘staccato’ tutto: telefono e bancomat”. Da allora il telefono è muto: chi compone il numero sente il classico segnale di linea libera, senza però che nel bar si avverta alcuno squillo. Una situazione a dir poco spiacevole, per chi deve portare avanti un’attività commerciale e ha la necessità di parlare con i clienti. “Ho richiamato subito la compagnia iniziale, che mi ha risposto che per loro il passaggio era già avvenuto e noi non risultavamo più clienti. Allora ho richiamato chi mi aveva sottoscritto il nuovo contratto, giurando e spergiurando che nulla sarebbe andato storto. Bene, dopo avermi detto che non poteva farci nulla e dopo avermi fornito un altro numero di assistenza che, puntualmente, mi ha rimpallato a quello di un tecnico, non mi ha più risposto, né per telefono né alle numerose mail che gli ho inviato”. Ed è a questo punto che Monica, sentendosi esasperata e presa in giro, si arrabbia. “E’ dal 31 di ottobre che mi arrivano sms sul cellulare annunciandomi l’arrivo imminente di tecnici, sebbene sia dal 10 dello stesso mese che ho richiesto un intervento. Questo tecnico ha avuto il coraggio di dirmi che sarebbe venuto lunedì scorso, e a quel punto mi sono rifiutata, decidendo di ritornare al vecchio gestore”. Oltre al danno, la beffa: uno dei tanti tecnici contattati da Monica le ha spiegato che la sua attività necessita di un cablaggio, che richiederebbe, per essere portato a termine, una spesa aggiuntiva di 200 euro: “ma questo non mi era stato minimamente paventato nel momento in cui ho sottoscritto il contratto, bella correttezza”. Non si tratta, in questo caso, soltanto di tempo sprecato, bensì della prova che, a volte, le tecnologie che dovrebbero migliorarci la vita, se unite alla scarsa professionalità di qualche operatore, possono al contrario contribuire a rendercela molto più difficile. “Ho detto a tutti i clienti che potevano contattarmi sul cellulare o tramite mail – chiosa la barista – ma ovviamente non ho potuto raggiungere tutti. Domenica scorsa, per esempio, ci sono arrivate 30 richieste di torte tramite posta elettronica, e così è da quando il telefono non funziona che siamo costretti a lavorare fino alle 11 di sera per rispettare consegne che, se tutto funzionasse come dovrebbe, potremmo ultimare più agevolmente e con calma. Inoltre qualche cliente ha sicuramente rinunciato, mentre ad altri ho dovuto dire di pagare più avanti, perché ora il lettore di bancomat e carte di credito è inservibile”. E la persona che ha proposto il contratto, cosa replica? “Non ho proprio nulla da dichiarare – commenta al telefono con voce infastidita, minacciando azioni legali – io sono soltanto un commerciale, non un tecnico. In questo caso si tratta di un problema di natura tecnica, che nel 90% dei casi non si presenta. Ho dato il numero dell’assistenza alla signora, non potevo fare altro. E non è vero che non abbia risposto alle sue telefonate o mail”. Morale della favola: in alcuni casi una telefonata ti allunga la vita. Te la complica decisamente, in altri.
Marcello Marchesini

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