“Carpi è casa mia, dove gioco a tennis e rido di più”

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Paolo Belli ha compiuto 50 anni tondi il 21 marzo scorso. Il momento ideale per mettere insieme idee e ricordi e ripercorrere un po’ di ciò che è stato, con lo spirito dotato del giusto disincanto per mettere in campo anche una buona dose di ironia. A molti capita di rievocare aneddoti con gli amici più cari, ma quando sei Paolo Belli può succedere che una giovane autrice dica: “Posso scrivere un libro su di te?”. E’ nata così l’idea di Sotto questo sole, come mi è successo tutto quello che mi è successo (Marsilio Editore, 15 euro), biografia scritta a 4 mani con la romana Elisa Casseri, già autrice di testi di canzoni per Paolo. “Elisa ha fatto un lavoro di ricerca sul mio passato – spiega Paolo sorridendo – è andata a Salvaterra di Casalgrande a cercare amici di infanzia, ha parlato con un sacco di personee mi stava sempre accanto per raccogliere aneddoti”. Il libro ripercorre 50 anni di storia  nei ricordi di un ragazzo che viveva in una cittadina di provincia, era figlio di un benzinaio e sognava di vivere di musica ed essere amato da tanti: un modo per osservare dal suo punto di vista anche un po’ di storia d’Italia, dalla strage di Bologna alla vittoria dei mondiali, dal primo disco al Festival di Sanremo, dal Giro d’Italia fino alle dirette Rai del sabato sera. “Se penso alle soddisfazioni più grandi sono, però, entrambe recenti – dice – presentare Teniamo Botta il 3 luglio al Parco Ferrari di Modena insieme a Radio Bruno davanti a 40mila persone è stata una carica di adrenalina pazzesca, soprattutto pensando che stavamo mettendo in campo energie per aiutare le aree terremotate. E l’altra è stata giovedì scorso al Cabassi: vedere tanta gente nello stadio della mia città che ha avuto fiducia in noi, sentirmi rispondere di sì da Checco Zalone, Pippo Inzaghi, Paolo Bonolis, Hernan Crespo e tutti i grandi personaggi arrivati appositamente a Carpi in un giorno di festa, vedere i sindaci e i protagtonisti  dell’emergenza finalmente ridere e distrarsi rincorrendo una palla, mi ha fatto commuovere. Sono queste le cose più grandi”. E come si realizzano i sogni? “Servono impegno, perseveranza, testardaggine, dedizione e anche fortuna. Carpi è una realtà piena di pionieriche hanno realizzato sogni nell’impresa privata senza vendere l’anima al diavolo o fare compromessi. Aggiungo che per me tutto si fa in gruppo: esiste il noi e non l’io. Al lavoro come in famiglia”.
A proposito di famiglia: il tuo matrimonio con Deanna, la tua ragazza di sempre, resiste nel tempo. Formule magiche?
“Parlare, ascoltare, rispettarsi; per me il rispetto è lasciare anche spazi di autonomia, capire anche quando è il momento di lasciare l’altro un po’ da solo, senza pressioni. Funziona”.
Quando vai a Roma chi chiami?
“Milly Carlucci, Giorgio Panariello, Gabriele del Trio Medusa. Ma è Carpi casa mia, dove gioco a tennis, vado in bici e rido di più”. 
Clarissa Martinelli

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