Goldoni: i lavoratori non si rassegnano

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Davanti ai cancelli della Goldoni sono in tanti. Nei loro occhi si legge la rassegnazione, la preoccupazione, l’ansia per il futuro dell’azienda in cui hanno lavorato per anni. “Me ne mancano tre e mezzo per andare in pensione. Il mio pensiero è che se finirò in mobilità, difficilmente riuscirò a trovare un lavoro”, ci spiega un signore che lavora in Goldoni da vent’anni. Hanno indetto lo sciopero per l’intera mattinata di lunedì 24 settembre ma c’è chi entrerà nel pomeriggio per garantire la produzione degli ultimi trattori, quelli per la New Holland. Dopodiché “non ci sono certezze che l’attività produttiva possa continuare” dicono a voce bassa.
Fino a cinque anni fa, prima della crisi, si producevano anche 5mila trattori all’anno, nel 2011 il crollo, con una produzione ridotta a millecinquecento trattori.
Negli ultimi quattro anni la Goldoni ha utilizzato gli ammortizzatori sociali per far fronte alla crisi, nella speranza che, prima o poi, sarebbe finita. Invece la ripresa non c’è e la cassa integrazione e i contratti di solidarietà si esauriranno tra quattro mesi.
“La situazione è di estrema preoccupazione perché ci ritroviamo con solamente alcune linee che producono mentre i lavoratori sono lasciati a casa. Dopo quattro anni di cassa integrazione ordinaria e solidarietà, non pensavamo di arrivare a questo punto”, dicono sconfortati.
E’ l’incertezza che esaspera gli animi. “Purtroppo – ci dice il delegato sindacale Daniele Scaltriti – questa situazione ci è stata comunicata ai primi di settembre: noi vogliamo sentire dall’azienda che cosa intende fare per uscire fuori da questa condizione. Noi abbiamo chiesto all’azienda che cosa succederà nei prossimi mesi ma non abbiamo avuto risposte”.
Sono in 150 davanti ai cancelli dell’azienda di Migliarina ma alla Goldoni sono 323 i lavoratori che oggi rischiano la cassa integrazione a zero ore. “Piani industriali ne sono stati presentati – racconta Scaltriti, da trent’anni in Goldoni – ma poveri di risorse e di investimenti. Noi riteniamo che questa azienda possa essere ancora competitiva perché si rifà a una grande tradizione lavorativa. Noi siamo orgogliosi di fare i trattori Goldoni. Con gli investimenti adeguati possiamo tornare ai livelli produttivi di un tempo. Ritengo che ci voglia più coraggio sul fronte degli investimenti”.
La peggiore delle prospettive questi lavoratori non la vogliono nemmeno prendere in considerazione, certi che ci sia spazio per recuperare se “l’azienda dirà con sincerità e chiarezza come stanno le cose”. “La mia preoccupazione – conclude Scaltriti – è tanta ma ho anche tanta fiducia e stiamo continuando a chiedere che questa fiducia non venga tradita”.
S. G.

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