Cento giorni senza un tetto

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Il 29 maggio 2012 ha lasciato un solco profondo in ciascuno di noi. Ma molti sono gli amici, i parenti, i concittadini a cui alla paura si è sommato il dramma di aver perso la propria casa. Quella casa faticosamente sudata, frutto del sacrificio di una vita… tra loro c’è anche la famiglia di Claudio Bonetti che, insieme alla moglie Luciana D’Alessandro e ai due figli Wilson e Perla, dopo quel giorno maledetto, in casa non sono più potuti rientrare. Volto noto a Carpi, per la sua attività commerciale in via Remesina, il 55enne Claudio vive a Rovereto, in via Euro Lugli. “La situazione al momento – ci spiega – è molto difficile. Il nostro negozio Idea Pesca a Novi di Modena è inagibile dopo le scosse di maggio, mentre quello carpigiano ha risentito notevolmente sia della crisi economica che dell’introduzione del senso unico in via Remesina”. E a una situazione lavorativa precaria si aggiunge anche il disagio di non aver più un tetto sopra la testa: “la nostra casa ha subito numerosi danni a tramezze e muri divisori ma, fortunatamente la struttura portante è ancora in piedi. Purtroppo, essendo attaccata a un’altra abitazione fortemente lesionata, il Comune ne ha dichiarato l’inagibilità indotta”. La porzione di caseggiato confinante con quella della famiglia Bonetti infatti, a causa di alcuni crolli, necessita di un intervento urgente di rimessa in sicurezza ma, al momento, i “proprietari stanno ancora valutando come muoversi, cercando di raccapezzarsi tra una burocrazia lentissima e ordinanze regionali che non escono”. E mentre i giorni passano, anche la rabbia scema lentamente: “non posso mica prendermela col Comune – continua Claudio – o col sindaco. Anche lei (ndr Luisa Turci, sindaco di Novi) ha le mani legate. Il problema qui è che non arrivano i soldi. Noi abbiamo fatto richiesta del Contributo di Autonoma Sistemazione ma purtroppo non si è visto ancora un centesimo”. E, al danno, teme Bonetti, probabilmente si sommerà anche la beffa, poiché nonostante vi sia un documento che attesta l’inagibilità dello stabile in cui vive, sul “sito del Comune di Novi la mia casa risulta ancora agibile e questo creerà sicuramente dei problemi relativamente al nostro diritto di godere del Cas”. Claudio è uno dei tanti emiliani che ha deciso di non andare a vivere in tenda o in albergo ma di restare vicino alla propria casa, prendendosi cura dei suoi gatti e dei suoi cani, gestendo l’emergenza autonomamente, in attesa che la situazioni si sblocchi e si possano avviare i cantieri di recupero anche sulle inagibilità più gravi. E nel frattempo? “Io e mia moglie – continua – abbiamo dormito per oltre 100 giorni in furgone, parcheggiato vicino al negozio di Carpi per poter usufruire dei servizi, mentre mio figlio si è trasferito a casa della fidanzata e mia figlia a casa di amiche a Sant’Antonio in Mercadello. Sono mesi che la mia famiglia si riunisce solo alla domenica ed è dura”. Ora però le cose cambieranno. Sabato 22 settembre infatti in via Lugli a Rovereto è stato consegnato un modulo abitativo comprensivo di due camere e un bagno, dotato di impianto di riscaldamento per far fronte all’imminente inverno. “Il proprietario del negozio di via Remesina, il signor Enzo Provasi, ha parlato della nostra situazione a Roberto Papotti, macellaio di Fossoli, che si è immediatamente attivato per darci una mano contattando alcuni amici di Arzignano, in provincia di Vicenza”. Amici che hanno fatto il loro piccolo miracolo, installando nel giardino di Claudio una nuova “casa” in comodato d’uso gratuito fino a quando sarà necessario. “Non abbiamo voluto fare una donazione – ci raccontano il sindaco di Arzignano, Giorgio Gentilin, l’assessore allo sport Michele Bruttomesso e Stefano Asola, presidente dell’Associazione Tris Car club, nonché consigliere della Fondazione Città della Speranza, punto di riferimento importante per la ricerca pediatrica con particolare attenzione all’oncoematologia infantile in tutta Europa – poiché quando il modulo abitativo non servirà più alla famiglia Bonetti vorremmo metterlo nuovamente a disposizione per rispondere ai bisogni di altri. Papotti è un amico, sappiamo in quali mani abbiamo consegnato questo modulo e siamo felici di poter fare la nostra parte. La solidarietà non deve avere confini. Nè frontiere. Ognuno di noi può fare qualcosa: piccoli gesti, ma capaci di fare la differenza per qualcuno”. E grazie all’aiuto degli amici veneti, ora la famiglia Bonetti potrà finalmente riunirsi sotto lo stesso tetto.
Jessica Bianchi

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