L’ospedale di Carpi riprende vita

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“L’obiettivo dei primi giorni rimane immutato: desideriamo tornare a offrire un’assistenza adeguata nel minor tempo possibile, in condizioni di piena sicurezza”. Sono queste le parole con cui Guido Pedrazzini, direttore sanitario dell’Azienda Usl di Modena, ha scelto di aprire l’incontro tenutosi oggi, 28 agosto, a Carpi, presso l’Ospedale Ramazzini, per fare il punto sui servizi sanitari dell’Area Nord, partendo dal nosocomio di Via Molinari che, essendo il meno danneggiato, ha avuto la possibilità di riattivare una serie di servizi e reparti all’interno della struttura in tempi più brevi rispetto agli altri due ospedali più seriamente colpiti di Mirandola e Finale Emilia.
L’ultima riattivazione è del 27 agosto e riguarda il reparto di Pediatria. A metà della scorsa settimana era stata la volta di Cardiologia, con 15 letti tre dei quali dedicati all’Unità Terapia Intensiva Coronarica (UTIC). Per quanto riguarda Ostetricia la riattivazione di 18 posti letto (su 22 totali) è prevista per domani, mercoledì 29 agosto. In questo modo il punto nascita di Carpi tornerà ad essere attivo, e dopo tre mesi di fermo “forzato”, si sentirà nuovamente il benaugurante vagito dei neonati.
Ma non si deve assolutamente dimenticare che molte attività, anche se svolte spesso in condizioni difficili, non sono praticamente mai state interrotte. Senza soluzione di continuità, grazie all’immediato allestimento del Punto Medico Avanzato (PMA), è stata gestita l’emergenza acuta, sempre in stretto coordinamento con gli altri punti della rete sanitaria provinciale. Successivamente, e solo a seguito dei rigorosi controlli dei tecnici e di esperti strutturisti, sono stati riattivati una serie di servizi. Il Pronto Soccorso, che oggi registra una media di circa cento accessi al giorno, ha ripreso le proprie attività all’interno dell’ospedale già durante la prima settimana di luglio. Nello stesso periodo sono tornati in attività la Radiologia tradizionale, la diagnostica ecografica, gli ambulatori di Ostetricia e quelli della Pediatria. Hanno inoltre ripreso la loro normale funzionalità gli ambulatori di Cardiologia, Otorinolaringoiatria, Vestibologia, Oculistica, servizio diabetologico e l’ambulatorio demenze. A fine giugno era invece stata riattivata la Dialisi (11 letti su 3 turni). Per quanto riguarda i pazienti oncologici è importante ricordare che, nonostante il Day Hospital sia potuto tornare in funzione solo a partire dalla fine di luglio, l’assistenza ai pazienti non è mai stata interrotta, garantendo ai malati continuità assistenziale sin dai primi giorni. Inizialmente grazie alla collaborazione con l’Ospedale di Sassuolo e quindi con la progressiva riapertura dell’Unità Operativa di Carpi, che ad oggi, serve l’intera Area Nord.
In piena funzione sono tornati anche i Poliambulatorii del Ramazzini che ospitano le attività ambulatoriali specialistiche, tra cui quelli di Medicina riabilitativa, Urologia, Endocrinologia, l’ambulatorio per le stomie, la Chirurgia generale, Dermatologia, Odontoiatria, Allergologia, Pneumologia e Neurologia, con attività strumentali come gli elettroencefalogrammi. Anche il Poliambulatorio 2 è stato riattivato e ospita ad oggi al piano terra il punto prelievi (oltre 100 accessi al giorno). Da fine luglio sono attive anche le funzioni sia ambulatoriali che di degenza presso la palazzina del Dipartimento di Salute Mentale adiacente all’Ospedale.
Rispetto alle prossime scadenze che riguardano il Ramazzini, va segnalato che la Tac sarà riattivata a partire dai primi giorni di settembre. A partire dalla fine del mese di ottobre nel corpo 6 dell’ospedale saranno nuovamente funzionanti 4 sale operatorie (delle 6 complessive) e, conseguentemente, anche le degenze legate all’Area chirurgica e la Rianimazione. Il 3 settembre è invece previsto il rientro dell’Area Medica Nord (ovvero il reparto di Medicina di Carpi e Mirandola) e della Neurologia all’interno del corpo 4 del Ramazzini.

In foto Giovanni Ferrara, direttore dell’Ufficio Tecnico dell’Azienda Usl di Modena, Claudio Vagnini, direttore del distretto sanitario di Carpi e Teresa Pesi, direttore sanitario dell’Ospedale.

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