“La banche faranno la loro parte”

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Con l’approssimarsi del varo del Piano Casa regionale, la ricostruzione degli edifici messi in ginocchio dal sisma si fa sempre più vicina. Un ruolo fondamentale in questa fase sarà quello ricoperto dagli istituti finanziari. Come si muoveranno le banche del nostro territorio? L’accesso al credito sarà snello? Le banche terranno fede alle promesse fatte mantenendo finanziamenti a tassi di interesse pari all’1,5%? E, soprattutto, sul fronte mutui, cosa accadrà una volta terminato il periodo di sospensione? Lo abbiamo chiesto a Fabrizio Togni, vice direttore generale della Banca Popolare dell’Emilia Romagna e responsabile dell’area affari.
Il Gruppo BPER ha stanziato un plafond di 200 milioni di euro a favore dei propri clienti, da destinare alla ricostruzione e al ripristino di abitazioni civili, negozi, uffici, laboratori e altri immobili a uso produttivo e agricolo colpiti dal terremoto. Come si può accedere a tali fondi?
“Chi ha necessità di accedere ai fondi deve rivolgersi direttamente a tutte le filiali di BPER e di Banca Popolare di Ravenna che, valutate le esigenze della clientela e l’entità dei danni, sapranno orientare verso la soluzione più idonea per forma tecnica e durata”.
Nelle ultime settimane varie associazioni di categoria hanno lamentato che nell’erogazione di finanziamenti agevolati per l’area del sisma alcune banche non hanno mantenuto le promesse. Che cosa replica?
“Per BPER parlano i fatti. Abbiamo stanziato fin dai primi giorni dopo il sisma un plafond di 200 milioni di euro a favore di famiglie e imprese: nell’ultimo mese le operazioni di finanziamento, eseguite al tasso dell’1,5 per cento, cioè al costo della provvista presso la Bce, sono state oltre 170, per un valore di circa 15 milioni. Abbiamo contattato direttamente il 96% delle aziende nella zona rossa e abbiamo sempre assicurato la continuità operativa al servizio di clienti e cittadini: sono otto i camper allestiti da BPER come filiali mobili, cui si sono aggiunti di recente tre container. La banca ha inoltre deciso una moratoria fino a 12 mesi per tutte le rate dei mutui in essere. Nell’applicare questa moratoria ci siamo attenuti alle modalità già stabilite in occasione di precedenti interventi finanziari a favore delle imprese, concordati tra governo, Abi e associazioni economiche. Ciò significa che gli interessi, calcolati al tasso previsto da contratto e senza alcun tipo di onere aggiuntivo, vengono spalmati sul periodo di vita residuo del mutuo”.  
A proposito di moratoria, il decreto legge 74 del 6 giugno 2012 prevede appunto la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti fino al 30 settembre  a favore dei clienti coinvolti dagli eventi sismici. La Banca però offre anche la possibilità di richiedere la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti in essere, come lei ha precisato, per un periodo massimo di 12 mesi. Come si devono muovere imprese e privati che hanno mutui accesi?
“Al momento il gruppo BPER ha sospeso automaticamente e fino al 30 settembre (salvo ulteriori proroghe di legge in corso di approvazione) oltre 20.000 finanziamenti, ai sensi del decreto legge 74 del 2012. Al termine del periodo di sospensione previsto dalla legge, la banca potrà valutare eventuali richieste di sospensione fino a un massimo di 12 mesi, per la clientela che dovesse essere ancora in difficoltà, o per particolari situazioni da esaminare caso per caso. L’offerta di sospensione della banca viene utilizzata anche per prorogare le rate su posizioni che, pur non rientrando nel perimetro del decreto legge, hanno subito danni effettivamente riscontrabili o per le quali sono stati verificati requisiti oggettivi tali da giustificare la sospensione”.
Nel caso in cui le case – o i capannoni – che si stanno ancora pagando fossero da abbattere o da risistemare con interventi strutturali importanti, come si muoveranno le banche? Le rate  dovranno essere pagate comunque fino all’estinzione del prestito?
“Una volta terminato il periodo di sospensione, riprenderà l’obbligo di effettuare i pagamenti. Ovviamente insieme al personale delle nostre filiali dovranno essere fatte le valutazioni del caso per ogni singola situazione, al fine di verificare il diritto a contributi in conto capitale, la finanziabilità delle nuove opere, l’eventuale allungamento della durata del debito originario e l’estensione delle garanzie”.
Nel caso in cui le rate pagate siano poche, a fronte di case inagibili o crollate, in che rischi incorrono coloro che decideranno di non pagare più?
“La banca dovrà comunque porre in atto tutte le possibili iniziative a tutela dei propri crediti, partendo però dalla sua forte relazione con la clientela di questi territori così duramente colpiti dal sisma. Ecco perché si lavorerà con il massimo impegno per individuare soluzioni che tengano in considerazione le singole posizioni”.
Il sisma è giunto durante una congiuntura economica estremamente difficile. Avete assistito a un incremento del tasso di morosità a Carpi? Se sì, di che entità?
“Ad oggi, sia a seguito della sospensione delle rate accordata per decreto, sia per la distanza temporale ancora breve rispetto all’evento, è difficile poter osservare e soprattutto quantificare il fenomeno, che comunque va inquadrato in un ambito più generale: il problema del deterioramento del credito, in una fase congiunturale così difficile, riguarda tutto il sistema bancario”.
Pensa che il nostro territorio abbia le risorse necessarie per riprendersi?

Ne sono fermamente convinto. Occorre però che tutte le istituzioni facciano la loro parte e che i contributi alla ricostruzione siano veloci e snelli per permettere soprattutto la ripresa delle attività economiche, fonte della ricchezza del nostro territorio.

Jessica Bianchi

In foto Fabrizio Togni

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