Resistere, insieme

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Paola Poletti è titolare de La Casalinga in Corso Roma, al civico 22. L’azienda opera nel settore degli articoli per la casa e complementi d’arredo da più di 20 anni, esattamente dal 1988. Alla domanda: “ha mai pensato, almeno una volta, di chiudere?”, Paola risponde categorica: “No”. Ma le ombre che si allungano sul commercio la preoccupano. “Abbiamo cominciato ad avvertire le prime avvisaglie nel 2008, l’ anno che segna uno spartiacque tra il periodo in cui le cose andavano bene e l’inizio delle preoccupazioni”.

*b*Peggio il 2009, il 2010 o il 2011?+b+
“Il 2011”.
Nessuna rassegnazione però. Le politiche aziendali per il 2012 partono dalla considerazione che “questo deve essere l’anno zero. Si deve assolutamente ripartire, altrimenti non è possibile pensare di sopravvivere in queste condizioni”.

*b*Peggio in centro storico o in periferia?+b+
“Ritengo che vada malissimo per tutti, centri commerciali compresi”.
A gravare sul prossimo futuro è anche una fiscalità pesantissima a partire dall’Imu, la nuova imposta sugli immobili. Paola non ha ancora fatto calcoli ma, sicuramente, gli aumenti si ripercuoteranno sull’affitto che subirà adeguamenti verso l’alto. Diventa difficile essere ottimisti e trovare le motivazioni quando più del 50 per cento del bilancio di un’attività se ne va per le spese e il 35 per cento per le tasse. Il ricavo è quello che avanza.

*b*Conduzione familiare o dipendenti?+b+
“Io sono contenta di essere a conduzione familiare: un dipendente non riuscirei a sopportarlo manco a volerlo. Il bilancio non lo reggerebbe”. Per contro, l’impegno di una conduzione familiare, dal punto di vista delle ore che si trascorrono in negozio, è esagerato rispetto alla redditività dell’azienda.
Nessun dubbio sul fatto che sia la contrazione dei consumi la causa del calo dei fatturati e gli esempi non mancano. “Sono stata a casa di amici in montagna e rientrando, alle 20 di domenica sera, su via Estense non c’erano auto che scendevano. Perché la benzina costa. Perché per una famiglia una passeggiata fuori porta costa”.

*b*E’ a rischio la tenuta delle imprese?+b+
“Io direi che in centro storico a fine di quest’anno, purtroppo, vedremo molte serrande abbassate”.
La ricetta per superare questo momento non esiste ma Paola è molto categorica quando sostiene che “o noi piccoli riusciamo a fare squadra o la strapotenza della grande distribuzione ci ammazzerà tutti”.

*b*Servirebbe una città più dinamica e attenta?+b+
“Sì tanto, tanto. Ma io sono la prima a fare il mea culpa, nel senso che non solo l’Amministrazione Comunale potrebbe fare di più. Io penso che tutti dobbiamo metterci di buona lena a innovare e a prestare più attenzione verso il territorio in cui viviamo e nei confronti dei clienti, migliorando la nostra professionalità”.

Alla ricerca di una chiave di lettura di quello che sarà il commercio in futuro, Paola individua nella parola community un’opportunità per sviluppare nuove strategie. “Penso che noi piccoli non avremo vita lunga se non riusciremo a organizzarci per rispondere al desiderio della gente di socializzare e di stare insieme puntando sul lato umano che le nostre attività conservano. Investendo del tempo per soddisfare le richieste del cliente e mettendoci sempre la faccia, a garanzia del prodotto”.

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