“Guai a chi tocca il nostro ospedale”

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“Guai a chi tocca il nostro ospedale”. Ha esordito così la celebre stilista carpigiana Anna Molinari, alla presentazione del nuovo ecogastroscopio, attrezzatura del valore di oltre 100mila euro da lei donata al Ramazzini e che sarà utilizzata dal Servizio di Endoscopia Digestiva e Gastroenterologia.

“Sono onorata di poter contribuire al miglioramento del nostro ospedale, perchè amo la mia città e credo sia doveroso seguire le orme di mio padre che tanto ha fatto per questa struttura. Continuare la sua opera – prosegue la Molinari – è inscritto nel mio dna. Non vorrei mai che il Ramazzini, da centro di eccellenza sanitaria della Provincia, fosse ridotto a una sorta di ambulatorio, depauperato dei propri medici e impoverito nei servizi resi alla cittadinanza. Da professionista impegnata nel sociale e da cittadina che ha vissuto in prima persona il dramma della malattia a livello familiare, sono fermamente convinta che la salute sia il bene più prezioso e che a ogni persona debba essere garantito il diritto di fruire dei medesimi trattamenti terapeutici, nel rispetto dei basilari principi di equità e di opportunità di accesso. Per questo auspico che, pur nell’ottica di una riorganizzazione della rete sanitaria, venga preservato il livello di qualità e di prestazioni dell’ospedale di Carpi. Ciascuno di noi, imprenditori compresi, cercherà di fare la propria parte, per donare all’ospedale le attrezzature che ancora mancano”, assicura.

Grazie alla nuova attrezzatura sarà possibile effettuare ecografie ad alta risoluzione della parete del tubo digerente (esofago, stomaco, duodeno) e delle strutture adiacenti (mediastino, pancreas, vie biliari) mediante l’utilizzo di un endoscopio digestivo alla cui estremità è stata applicata una piccola sonda che consente di prelevare campioni di tessuto attraverso un ago o di immettere sostanze, a seconda delle necessità. Combinando l’indagine offerta dall’endoscopia con quella dell’ecografia, l’apparecchio consente di superare i limiti dell’ecografia tradizionale, raggiungendo una risoluzione maggiore rispetto a Tac e Risonanza Magnetica.

“I campi di applicazione e le patologie che potranno essere studiate attraverso questo strumento sono moltissimi – ha spiegato il dottor Pier Vittorio Di Maira, direttore del Servizio di Endoscopia del Ramazzini che realizza circa 4.500 esami l’anno – come la ricerca di calcoli nel coledoco, la diagnostica di neoplasie maligne e benigne del tubo digerente. E’ possibile inoltre effettuare particolari diagnosi delle lesioni dell’apparato digerente e del pancreas.

L’ecoendoscopio consente atti operativi quali le agobiopsie delle lesioni pancreatiche e linfonodali, il drenaggio di pseudocisti pancreatiche, la chemioterapia locale, la neurolisi del plesso celiaco e la miolisi dello sfintere esofageo inferiore”. Donazioni preziosissime queste, soprattutto in tempo di crisi, come ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Carpi, Alberto Bellelli: “l’impegno, la sensibilità e lo spirito di servizio di alcuni imprenditori e delle associazioni di volontariato del nostro territorio sovente sopperiscono a mancanze strutturali”, difficilmente sanabili per le casse dell’Usl, anche se, ha prontamente aggiunto il direttore generale dell’Azienda Usl di Modena, Giuseppe Caroli, “l’azienda metterà a disposizione 4 milioni di euro (cifra ancora non formalizzata) per risistemare tutto il blocco operatorio, una cui parte sarà destinata a ospitare il servizio di Endoscopia”.

“Una collocazione dignitosa che assicurerebbe finalmente maggiore tranquillità e privacy ai pazienti”, ha aggiunto il direttore del distretto di Carpi, Claudio Vagnini. Presente alla cerimonia di presentazione dell’attrezzatura anche il nuovo vescovo, monsignor Francesco Cavina. “Ben vengano macchinari e attrezzature ma ricordate che la sanità deve essere al servizio dell’essere umano. Non siate funzionari della salute, ma operate col cuore, restando vicini ai vostri pazienti”.

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