Blockbuster chiude i battenti

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Chiuderà i battenti sabato 18 o, al più tardi, domenica 19 febbraio. Nemmeno le dipendenti lo sanno con certezza. Aperto dal 1998, il Blockbuster di Carpi, forse uno dei più completi negozi di videonoleggio della nostra città, ubicato in viale Manzoni, non ce l’ha fatta a superare la crisi. Forse anche complici errate strategie di mercato, almeno sul territorio locale. Martina e Annalisa sono due delle quattro dipendenti che da quasi dieci anni lavorano presso il punto vendita.

Oltre che preoccupate sono soprattutto amareggiate. “Sapevamo che la società non navigava in buone acque, ma fino ai primi giorni di questo nuovo anno – spiegano – non abbiamo mai saputo nulla di certo circa la sorte del negozio e la nostra. Poi, d’un tratto, la notizia. Noi due stiamo per laurearci e quindi la prendiamo con una certa dose di filosofia, anche se questa è sempre stata quasi una seconda casa per noi. Potremo inoltre usufruire della cassa integrazione fino a dicembre quindi, per alcuni mesi, potremo ancora cavarcela in un qualche modo, in attesa di trovare un altro impiego”. Le ragazze provano inoltre a dare – e a darsi – una spiegazione – che peraltro non è loro giunta dai dirigenti della società – in merito alla chiusura del punto vendita. “Negli ultimi anni – raccontano – il negozio è notevolmente decaduto: prima era gestito in tutt’altro modo.

Riteniamo che le cause risiedano nel fatto che sia stato fatto qualche errore di gestione, unitamente all’ormai consolidata abitudine di scaricare i film da Internet. I dirigenti hanno sbagliato a puntare poco sulla vendita piuttosto che sul noleggio che, si sapeva, era destinato a morire. Certo, qui i prezzi di noleggio sono stati sempre un po’ più alti, ma ciò era giustificato da una maggiore offerta di copie di dvd e da un servizio migliore fornito al cliente. Anche puntare maggiormente sulla parte dedicata ai videogiochi e alle consolle non sarebbe stata una cattiva idea”. Dunque, un’ennesima chiusura e, ancora, giovani da oggi in poi alle prese con la complicata ricerca di un posto di lavoro. Oltre a ciò si somma la delusione a livello umano. “Siamo rimaste deluse dal trattamento ricevuto dall’azienda – spiegano – noi che l’abbiamo sempre amata, ancor oggi non siamo a conoscenza di numerosi dettagli. Di certo potevano essere più trasparenti nei nostri confronti”.

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