La nuova avventura di Eortè

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Il progetto della Cooperativa sociale Eortè di Carpi è nata dall’idea di un gruppo di famiglie desiderose di agire per promuovere un’economia alternativa rivolta in particolare a produrre e offrire servizi alla persona e alla famiglia.
“La grave crisi economica che continua a “piegare”  molte famiglie e, in particolare, quelle più deboli dal punto di vista delle risorse personali ed economiche e della rete di aiuto ci ha convinto a rischiare per fondare una nuova impresa quale opportunità concreta di lavoro per un numero crescente di persone”, spiega il presidente Federico Tusberti.
Principi fondanti del  progetto  sono l’equità, in quanto la nuova impresa deve tenere conto delle esigenze del consumatore e del produttore in quanto persone, il rispetto per l’ambiente, nell’ottica della sostenibilità, il recupero del legame sociale, come presupposto indispensabile della qualità della vita.
“Il nostro desiderio – continua Tusberti – è quello di sostenere un’economia fondata sulla solidarietà e sulla cooperazione, anziché sulla competizione, permettendo di conciliare le esigenze di soggetti diversi quali produttori e lavoratori, consumatori e risparmiatori”.
In quest’ottica, il 18 settembre 2010, in corso Fanti 85, è stato inaugurato il social shop  gestito da Eortè: un negozio  vintage dove è possibile acquistare materiale d’arredo, vestiario e accessori griffati usati, al suono dello    slogan, Metti in circolo il tuo stile. Chiunque può portare oggetti di qualità e valore in conto vendita che, una volta venduti, garantiranno una piccola fonte di rendita sia al venditore che alla cooperativa. Eortè offre numerosi servizi tra i quali: accompagnamento alla spesa, pulizie, giardinaggio,  sostegno ai compiti a ragazzi con difficoltà di apprendimento. Il ventaglio di proposte è in continua evoluzione e un buon modo per tenersi aggiornati è di visitare il sito www.eorte.it oppure tramite Facebook cercando Eortè Società Cooperativa Sociale.
Eortè, su sollecitazione del territorio stesso, gestisce anche l’appartamento Casa del Glicine, una struttura abitativa temporanea di accompagnamento e verifica dei livelli di autonomia di nuclei familiari, composti da madri con figli minorenni o donne sole in situazione di disagio. “Circa una decina – spiega il presidente – sono stati i nuclei familiari che abbiamo accolto in questa casa fino ad oggi,  tutti seguiti da nostri educatori”.  Ora per Eortè sta per iniziare una nuova sfida. La Parrocchia di Soliera ha infatti proposto alla cooperativa di occuparsi della gestione del bar, posizionato sotto i portici del centro storico, al fianco della chiesa, che, da circolo parrocchiale, si convertirà in esercizio pubblico. Un’avventura che partirà nel mese di febbraio. “Il Social Bar – prosegue Federico Tusberti – non sarà solo un esercizio pubblico, bensì un luogo di aggregazione nel quale partecipare a eventi culturali come lo sono stati per esempio gli aperitivi Ethic Hour presso il Social Shop.. Le idee sono molte e prenderanno forma nei prossimi mesi. Nell’attività commerciale saranno assunte alcune persone, tra cui alcune svantaggiate, grazie al  coinvolgimento dei Servizi Sociali di Soliera,  per tentare di dare una risposta, seppur piccola, alla grave crisi che ha colpito anche il nostro territorio. Speriamo anche di poter rivitalizzare, almeno in parte, il cuore del centro storico, anche grazie al coinvolgimento dei ragazzi della parrocchia”.

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