Il giro del mondo in bicicletta

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Non credete nelle coincidenze? Allora la storia di Marco e Pier Paolo vi piacerà. Marco Magnani, è carpigiano, ha 33 anni e da otto vive a Valencia; Pier Paolo Leonardo, 38enne modenese, abita nella stessa città. Una sera, girovagando entrambi in bicicletta si sono incontrati casualmente e, da allora, sono inseparabili. Un’amicizia la loro basata su numerose passioni in comune: prima fra tutte quella per i viaggi in sella alla due ruote. Marco, come avete maturato la decisione di abbandonare l’Italia?
“Tutti e due abbiamo deciso di intraprendere questa avventura perché sentivamo la necessità di vivere un’altra esperienza, volevamo crescere come persone e conoscere altre realtà. Inizialmente pensavo di fermarmi soltanto alcuni mesi e poi valutare il da farsi, ma non appena ho messo piede in Spagna ho capito che la mia avventura sarebbe stata un’altra… Anche Pier, una volta terminato il contratto di lavoro di un anno che aveva trovato non aveva alcuna voglia di tornare in Italia. E, quindi, eccoci ancora a Valencia, dopo otto anni”.
Perchè la scelta è ricaduta sulla Spagna?
“Ho conosciuto la Spagna attraverso viaggi e vacanze e sin da subito ho stretto un feeling strettissimo con i luoghi e le persone. Ho scelto Valencia perchè è una città grande ma non troppo, affacciata sul mare e dal clima straordinario: qui l’inverno praticamente non esiste… Inoltre Valencia sta conoscendo un invidiabile sviluppo turistico, basti pensare che qui si sono tenuti eventi come l’Americas Cup di vela del 2007 e il GP di Formula 1, dal 2008, viene disputato in città ogni anno. Fino a dieci anni fa, la Spagna era rappresentata da Madrid, Barcellona e Siviglia, mentre oggi Valencia è la nuova meta”. Attualmente cosa fate? “Pier, diplomato al Liceo Linguistico Mercurio a Modena, al momento si occupa della logistica di un’importante impresa di trasporti italiana con filiali in Spagna, mentre io, diplomato all’Istituto Vallauri di Carpi, ora lavoro in una società di software, dove curo la parte commerciale”. Quando nasce il progetto Passion Bike? “Nonostante le nostre attuali occupazioni siano piuttosto soddisfacenti, continuiamo a sentire un desiderio, una fiamma che ci spinge a volere qualcosa in più. Dopo aver coronato il sogno di vivere dove volevamo davvero, è difficile non ascoltare quella vocina interiore che ti suggerisce di aspirare a traguardi personali sempre più ambiziosi, di inseguire obiettivi che, seppure ardui, potrebbero renderti ancora più felice. Passion Bike nasce così, da una passione innanzitutto e dalla volontà di metterci in gioco per inseguire qualcosa di più. Dopo vari viaggi in territorio spagnolo e non solo, abbiamo progettato il giro del mondo a tappe, e siamo ora alle soglie della terza frazione, che ci farà viaggiare, nel prossimo ottobre, da Budapest a Istambul. Le prime due tappe sono già state percorse, la prima nel dicembre 2009, da Valencia a Modena; la seconda, in agosto 2010, da Modena a Budapest. Vivendo a Valencia e assistendo a una crescente ascesa del turismo abbiamo deciso di dare una svolta e trasformare una grande passione in un lavoro, ovvero di offrire viaggi guidati in Europa, soprattutto in Italia e in Spagna che conosciamo maggiormente rispetto ad altri paesi, per dare la possibilità ai cicloamatori meno esperti di provare l’emozione di un’esperienza nuova e piena di soddisfazioni fra bellezze naturali e architettoniche”. Perchè la bicicletta?
“Abbiamo scelto di orientarci verso il cicloturismo perchè la bicicletta è sempre più considerata un mezzo innovativo e originale per viaggiare. Inoltre è uno dei mezzi più intensi di viaggiare, di assaporare ogni piccolo spostamento, ogni panorama, ogni profumo, clima, paese… Insomma di gustare ogni metro profondamente, metro sudato e guadagnato”.
Il progetto di girare il mondo per tappe è ambizioso… “E’ vero, ma passione, una gran voglia di fare, esperienze di viaggio fatte sul campo e una buona preparazione a livello commerciale grazie ai lavori svolti, spertiano siano gli ingredienti giusti per riuscire. La nostra idea è quella di portare gente con noi e percorrere tappa per tappa il periplo terrestre, dando la possibilità a chiunque di unirsi a noi, anche solo per una tappa, oppure per una parte di essa, a seconda delle loro possibilità”.

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