Occupazione? non a tutti i costi

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A Bologna si sono scontrati con la polizia davanti al Motorshow, una ragazza e un agente sono rimasti feriti, poi hanno occupato per mezz’ora la stazione Fer San Vitale e infine hanno bloccato il traffico sui viali. A Modena è stata una settimana calda con tutte le scuole superiori occupate: all’Istituto d’arte Venturi i più duri hanno dormito nell’edificio impedendo l’ingresso a chiunque. Le porte delle scuole superiori modenesi si sono riaperte lunedì 6 dicembre dopo una settimana di autogestioni e occupazioni accumunate dal no alla riforma Gelmini. Ora sul calendario della mobilitazione studentesca è cerchiata la data del prossimo 14 dicembre: si vota la fiducia al governo. Si aspettano manifestazioni per le vie del centro di Modena.
E Carpi? Gli studenti dell’Ipsia Vallauri ci hanno timidamente provato a occupare sedendosi lungo i corridoi giovedì 2 dicembre in segno di protesta contro la riforma Gelmini, ma la ‘pre-occupazione’ (come l’hanno definita), è presto rientrata grazie alla mediazione del preside Pagani.
Però c’è qualcosa che bolle in pentola e, al rientro a scuola dopo la festività dell’Immacolata, gli studenti potrebbero decidere nuove forme di protesta. Che succede se gli studenti ‘occupano’? C’è chi studia articolo dopo articolo la tanto contestata riforma Gelmini, chi realizza gli striscioni da appendere alle finestre, chi si abbandona ad atti vandalici (i liceali del Galvani di Bologna hanno danneggiato la statua del grande scienziato bolognese spezzando un angolo; il preside del San Carlo di Modena ha denunciato la scomparsa di un computer touch screen e di diversi crocifissi) e chi se la spassa tra prevendite e bottiglie di birra. Ci sono anche studenti che parlano di occupazione quando nella loro scuola le lezioni si svolgono regolarmente e chi non si presenta viene segnato assente.
In effetti, non si può parlare di occupazione perché si occupa per ottenere qualcosa. “Ma noi occupiamo contro la riforma Gelmini, siamo attivi, diamo fastidio e tu non hai a cuore i problemi della scuola!”. La riforma Gelmini per quel che riguarda le scuole superiori è già stata approvata da un pezzo e il vero problema non è tanto la riforma di per sé quanto il taglio dei fondi pubblici destinati a Istruzione e Cultura.
Ma forse i ragazzi sono occupati a cercare chissà quali sotterfugi per dare fastidio, sono troppo indaffarati a individuare qualsiasi pretesto perché anche a Carpi finalmente ci si decida a occupare e tralasciano questi piccoli e trascurabili dettagli…
Ci si ritiene attivi se ci si trascina in ‘polleggio’ da un’aula all’altra e ci si svacca nei corridoi? Ci si sente fastiosi perché ci si è murati dentro una scuola? Qual è il messaggio che passa? Canzoni, fumo e allegria?

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