Ci sono cose che non si comprano, ma si possono scambiare: una mano in casa, un po’ di compagnia, il taglio del prato. Ed è proprio su questo principio che da trent’anni vive a Carpi la Banca del Tempo, nata nel 1996 dall’iniziativa di un gruppo di donne e oggi diventata una piccola rete di solidarietà e relazioni. Il meccanismo è semplice: chi mette a disposizione un’ora del proprio tempo ne riceve una in cambio. Non importa quale sia la prestazione, perché tutte le ore hanno il medesimo valore. Un’ora dedicata a un piccolo lavoro domestico vale quanto quella impiegata per una lezione, per accompagnare qualcuno o per condividere una particolare competenza. Oggi l’associazione ha sede all’interno del Circolo Bruno Losi di via Medaglie d’Oro e accanto agli scambi tra soci propone un ventaglio sempre più ampio di occasioni per stare insieme, imparare e mettere le proprie capacità a disposizione degli altri.
“In tutti questi anni – dichiara la presidente Barbara Franzoni – abbiamo dimostrato che ogni persona possiede saperi, capacità ed esperienze che possono essere preziosi per qualcun altro. Qui un’ora vale sempre allo stesso modo: non importa quale attività si svolga, perché al centro ci sono la persona, la reciprocità e il piacere di essere utili gli uni agli altri. Celebrare questo anniversario significa ringraziare tutte le persone che hanno costruito questa storia e, soprattutto, guardare avanti”.
Un’esperienza nata anche dalla riflessione sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e cresciuta con l’obiettivo di creare legami sociali, reti di vicinato e relazioni capaci di contrastare solitudine e isolamento. Nel corso degli anni, agli scambi individuali si sono affiancate numerose proposte collettive: corsi, incontri informativi, iniziative culturali, passeggiate, momenti conviviali, corsi di autodifesa, mercatini dei saperi e occasioni di socialità.
“Questo è un compleanno importante – ha sottolineato l’assessore alle politiche sociali Tamara Calzolari – poiché è il segno concreto di un impegno costante e duraturo. La Banca del tempo vanta uno straordinario capitale umano che mette a disposizione della collettività quanto di più prezioso vi sia, il tempo appunto. Un tempo fatto di competenze e scambio. E in futuro tutto questo diventerà ancor più importante, perché i nostri concittadini avranno sempre più bisogno di cure e vicinanza. Il trentennale diventa così l’occasione per far conoscere ancora di più questa realtà”.
Tra le competenze messe a disposizione vi sono anche quelle rivolte a far uscire i più fragili dal loro guscio di solitudine. “Su spinta del Comune e della Cooperativa Anziani e non solo, partecipiamo al progetto Gruppo Fragili” spiega la socia Lucia Forte. Dopo l’esperienza di via Belgrado, l’attenzione si è spostata sulle vie De Amicis e Santa Chiara, dove vivono numerosi anziani soli. “Io e Antonella Rossi, dopo essere state dovutamente formate, ci occupiamo di organizzare momenti di svago e aggregazione per queste persone. Dai laboratori ai pranzi, tutte le attività si svolgono al Bruno Losi. Spesso li andiamo a prendere direttamente a casa”.
I soci della Banca del Tempo sono impegnati da anni anche all’interno delle due biblioteche cittadine, Loria e Falco Magico. “Nel corso della settimana si occupano di varie mansioni – spiega Daniela Barbolini, referente dei volontari al Castello dei ragazzi – come rimettere a scaffale i libri rientrati il giorno precedente, spolverarli, sistemare i testi fuori posto, incartare i nuovi acquisti, sanificare le copertine… mansioni utilissime che alleggeriscono quelle del personale, che ha così più tempo a disposizione per curare il rapporto con l’utenza”.
Nel solo 2025, aggiunge la socia storica Franca Barbi, la Banca del Tempo contava “93 soci che hanno scambiato complessivamente 4.454 ore attraverso 1.053 scambi”. Tra le attività più richieste figurano i lavori manuali e l’aiuto in casa, i corsi – dal gruppo di lettura alla ginnastica e all’insegnamento della lingua inglese – e le attività dedicate alla cura della persona, come massaggi e riflessologia. “Di anno in anno però le cose possono cambiare, grazie al contributo dei soci infatti, emergono sempre nuove idee e nuove attività. Come il Club del libro abbinato al The delle Cinque. Tante occasioni per stare insieme in modo significativo, affrontando anche temi di grande attualità”.
Le celebrazioni si svolgeranno all’interno della Saletta della Fondazione CR Carpi, in corso Cabassi 4. Una scelta, quella della location, dettata da un obiettivo preciso, spiega Franzoni: “quello di avere maggiore visibilità e dare così a quanti ancora non ci conoscono la possibilità di farlo”.
Il calendario prende il via mercoledì 7 ottobre, alle 18.30, con l’inaugurazione di una mostra fotografica dedicata ai trent’anni della Banca. Attraverso immagini e pannelli tematici sarà possibile ripercorrere attività, incontri e momenti che hanno scandito la vita dell’associazione: dai corsi di difesa personale alle cene, dal club del libro alle attività in biblioteca, dal tè delle cinque al Carnevale, fino ai cambi di sede e alle tante occasioni che hanno contribuito a costruire una comunità.
Il programma proseguirà giovedì 8 ottobre, al mattino con un laboratorio di pittura su stoffa e nel pomeriggio con un laboratorio di origami.
Venerdì 9 ottobre sarà dedicato alla memoria e alla storia sociale con Cecilia Anceschi e l’incontro Le mondine: una storia di lavoro, lotte e dignità. Sabato 10 ottobre sono in calendario, al mattino, un laboratorio di composizioni floreali e, nel pomeriggio, l’incontro con la scrittrice Elena Bosi, che presenterà il libro Mio padre è nato per i piedi. A chiudere il ciclo, domenica 11 ottobre, sarà l’incontro con il professor Pietro Marmiroli, dal titolo Prospettive del tempo: memoria, identità, testimonianza.
Ed è forse proprio questa la forza della Banca del Tempo, a trent’anni dalla nascita: aver trasformato un gesto semplice, mettere a disposizione un’ora del proprio tempo, in un modo concreto per creare relazioni e sentirsi parte di una comunità.
Jessica Bianchi
























