Lo Spartan Club del maestro Arpaia ha trovato casa alla Gallesi

Alla Palestra Comunale Floriano Gallesi il progetto del maestro Salvatore Arpaia: arti marziali, gestione delle emozioni, rispetto e autodifesa, con un’attenzione particolare ai più giovani e alla prevenzione del bullismo. “La vera forza – sottolinea – non è nella violenza bensì nella capacità di conoscere e controllare se stessi”.

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Non solo combattere ma imparare a prevenire. È questo il cuore del progetto con cui lo Spartan Club, dopo mesi di richieste, confronti e dibattiti, trova finalmente casa alla Palestra Comunale Floriano Gallesi di Carpi. Un percorso che, nelle intenzioni del maestro Salvatore Arpaia, va ben oltre la pratica delle arti marziali e punta a fornire a giovani e adulti strumenti per conoscere se stessi, gestire le emozioni, riconoscere le situazioni di pericolo e affrontarle con consapevolezza. “È un passo molto importante per me – spiega Arpaia – perché finalmente posso mettere a disposizione della comunità carpigiana un progetto nel quale credo profondamente. Oggi i genitori sono sempre più preoccupati per ciò che può accadere ai propri figli, dal bullismo alla microcriminalità e alle situazioni di violenza che possono verificarsi anche tra giovanissimi. Non si tratta soltanto di imparare a combattere. Al contrario, il nostro obiettivo è imparare a prevenire”.

E prevenire, per il maestro, significa innanzitutto imparare a muoversi in anticipo: riconoscere una situazione sospetta, capire quando può esserci un pericolo, gestire le proprie emozioni e, quando il confronto è ormai inevitabile, saper affrontare e mediare una situazione nel modo più sicuro possibile. È da qui che nasce la proposta dello Spartan Club, realizzata in collaborazione con la Mondial e resa possibile anche dalla disponibilità e dalla fiducia di Luisa e Fabrizio, che hanno creduto nell’iniziativa. Le arti marziali diventano così uno strumento per lavorare su disciplina, rispetto, responsabilità, autocontrollo e determinazione, ma anche sulla consapevolezza e sulla capacità di difendersi tanto sul piano fisico quanto su quello psicologico. Una parte importante del progetto riguarda i più piccoli. A partire dai 3 anni, sarà possibile avvicinarsi al Kung Fu tradizionale attraverso un percorso che intreccia arti marziali, attività motoria e socializzazione. L’obiettivo non è soltanto insegnare tecniche, ma aiutare i bambini a stare insieme, collaborare, rispettare le regole e sviluppare lo spirito di squadra. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla prevenzione del bullismo, lavorando sulla sicurezza personale, sulla capacità di riconoscere le situazioni problematiche e sulla gestione delle difficoltà. “La vera forza – sottolinea Arpaia – non è nella violenza bensì nella capacità di conoscere e controllare se stessi”.

Un progetto, dunque, che vuole utilizzare le arti marziali come punto di partenza per qualcosa di più ampio: crescere persone più consapevoli, capaci di leggere ciò che accade intorno a loro e di scegliere come reagire. “Ringrazio Luisa e Fabrizio per la disponibilità che mi hanno dimostrato e soprattutto per la fiducia riposta nel progetto. Insieme faremo grandi cose”.

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