Bassa Reggiana, carenze in un allevamento suino: sequestrati tre animali e 11.500 euro di sanzioni

Carenze nella biosicurezza, carcasse non smaltite e tre suini sequestrati. È il quadro emerso durante un controllo effettuato dai Carabinieri del N.A.S. di Parma, insieme al Servizio veterinario dell’Ausl e ai Carabinieri Forestali di Reggio Emilia, in un allevamento di suini della Bassa Reggiana. Al responsabile dell’azienda sono state contestate violazioni amministrative per un totale di 11.500 euro.

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Carenze nella biosicurezza, carcasse non smaltite e tre suini sequestrati. È il quadro emerso durante un controllo effettuato dai Carabinieri del N.A.S. di Parma, insieme al Servizio veterinario dell’Ausl e ai Carabinieri Forestali di Reggio Emilia, in un allevamento di suini della Bassa Reggiana. Al responsabile dell’azienda sono state contestate violazioni amministrative per un totale di 11.500 euro.

Nel corso dell’ispezione sono state rilevate diverse criticità, sia sul piano strutturale sia su quello gestionale e igienico-sanitario. In particolare, le recinzioni perimetrali sono risultate inadeguate o assenti in più punti, mentre alcuni cancelli erano privi di sistemi di chiusura. Una situazione che, secondo quanto accertato, permetteva l’accesso incontrollato alla cosiddetta “zona pulita” dell’allevamento. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato la mancata applicazione dei piani di biosicurezza e di derattizzazione, misure fondamentali per impedire l’ingresso e la diffusione di agenti patogeni all’interno degli allevamenti. Un aspetto particolarmente delicato nel comparto suinicolo, anche alla luce del rischio legato alla Peste Suina Africana (PSA), malattia virale altamente contagiosa che interessa suini domestici e cinghiali. Durante il controllo sono stati trovati anche tre suini custoditi all’interno di un edificio collocato nella parte esterna dell’allevamento, in condizioni ritenute incompatibili con le misure di biosicurezza previste. Gli animali sono stati quindi posti sotto sequestro per il potenziale rischio sanitario e di contaminazione.

Particolarmente critiche anche le condizioni della cella destinata alla conservazione degli animali morti. Il frigorifero è stato trovato spento e al suo interno erano presenti carcasse in avanzato stato di decomposizione, che non risultavano smaltite nei tempi previsti dalla normativa. Una gestione non corretta dei sottoprodotti di origine animale può favorire contaminazioni, la proliferazione di insetti e altri infestanti e aumentare i rischi per la biosicurezza dell’intero allevamento.

Altre irregolarità sono state riscontrate nel locale utilizzato per la cucina e la preparazione dei mangimi, dove i militari hanno rilevato sporco vetusto, muffe e incrostazioni. Condizioni igieniche ritenute non adeguate per un ambiente destinato alla gestione dell’alimentazione degli animali.

Alla luce delle violazioni contestate, oltre alle sanzioni, è stata richiesta alla competente autorità sanitaria l’adozione di un provvedimento di divieto di movimentazione degli animali, con fermo ufficiale in ingresso e in uscita fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Nel corso dell’ispezione sono stati inoltre prelevati campioni di materiale sospettato di contenere amianto, che saranno sottoposti agli accertamenti necessari per verificarne la natura. Il controllo rientra nell’attività dei Carabinieri del N.A.S. di Parma, svolta insieme alle autorità sanitarie e alle altre componenti dell’Arma, per verificare il rispetto delle norme sulla biosicurezza, sulla sanità e sul benessere animale e prevenire situazioni potenzialmente rischiose per gli allevamenti e per l’intera filiera zootecnica e agroalimentare. Solo pochi giorni prima, sempre nel Reggiano, un altro allevamento era stato oggetto di controlli nei quali erano emerse ulteriori carenze nelle misure di prevenzione della Peste Suina Africana, tra cui l’assenza di una postazione per la disinfezione degli automezzi, recinzioni non conformi e problemi nella separazione tra “zona pulita” e “zona sporca”. Al responsabile era stata contestata una violazione amministrativa, con una sanzione pecuniaria di 1.000 euro.

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