C’erano le fotografie dei primi volontari davanti all’ingresso dell’ospedale, i ricordi delle inaugurazioni, delle donazioni, dei momenti più significativi vissuti insieme. C’erano i volti di chi ha costruito passo dopo passo una storia lunga trent’anni. E c’era soprattutto il tempo, protagonista assoluto del Gran Galà organizzato da AMO – Associazione Malati Oncologici nella suggestiva cornice di Villa Ascari. Una serata intensa, capace di intrecciare emozioni, ricordi e riconoscenza per celebrare un traguardo importante: i primi trent’anni di attività dell’associazione, oggi punto di riferimento imprescindibile per il territorio grazie all’impegno di centinaia di volontari e sostenitori. Ad accogliere gli ospiti, nove pannelli fotografici che raccontavano la vita dell’associazione: le prime attività, le donazioni, le inaugurazioni, il gruppo originario dei volontari accanto all’indimenticato professor Carlo Carapezzi e, più recentemente, la fotografia scattata nel 2023 in occasione del pensionamento del dottor Fabrizio Artioli. Su ogni tavolo, una fotografia diversa, quasi a ricordare che ogni anno, ogni incontro e ogni gesto di solidarietà hanno contribuito a costruire la storia di AMO. A guidare la serata sono stati la presidente Franca Pirolo, la vicepresidente Eva Altimani e gli psicologi Dania Barbieri e Matteo Palmieri. Il filo conduttore scelto per l’anniversario è stato il “Tempo”, una parola capace di unire passato, presente e futuro. Un tema introdotto dalla lettura, affidata a Sara Gozzi, della celebre poesia di Elli Michler, Ti auguro tempo, un testo che ha saputo toccare il cuore dei presenti ricordando il valore più prezioso che possiamo donare e condividere. Momenti significativi sono arrivati anche dai saluti istituzionali. La nuova direttrice dell’Oncologia di Carpi, Claudia Mucciarini, ha sottolineato il ruolo fondamentale dei volontari di AMO accanto ai pazienti e al personale sanitario. Hanno portato il loro contributo anche il direttore generale dell’Azienda Usl di Modena Mattia Altini (“il nuovo ospedale sarà pronto nel 2031” ha dichiarato. Sarà vero?) e il sindaco Riccardo Righi. Tra le sorprese più emozionanti della serata, la lettera di felicitazioni inviata dal Papa per il trentennale dell’associazione e consegnata tramite don Gildo Manicardi: un riconoscimento inatteso che ha suscitato commozione e orgoglio tra tutti i presenti.
Uno dei momenti più sentiti è stato quello della consegna dell’Amo d’Oro, il riconoscimento che l’associazione attribuisce a chi, attraverso il proprio lavoro o il volontariato, si distingue nella vicinanza ai pazienti oncologici. La motivazione ha richiamato l’esistenza di un “tempo della cura”, fatto non solo di terapie ma anche di attenzione, ascolto e presenza. “Per le mani che curano, per le parole che confortano, per i sorrisi che non mancano mai anche nelle giornate più dure; per la competenza nelle cure, avete fatto la differenza per noi, e non lo dimenticheremo mai”. Con queste parole, l’Amo d’Oro è stato conferito alle infermiere dell’Oncologia e della Radioterapia dell’Ospedale di Carpi, protagoniste silenziose ma fondamentali del percorso di cura di tanti pazienti e delle loro famiglie. Un riconoscimento accolto con un lungo applauso, segno della gratitudine di un’intera comunità.


Particolarmente significativo anche il momento dedicato al Premio Donata Testi 2026. In occasione del trentennale, eccezionalmente, il riconoscimento è stato assegnato a due persone che hanno contribuito in maniera decisiva alla crescita dell’associazione e dell’assistenza oncologica sul territorio. Il premio è stato consegnato a Maria Grazia Russomanno, che grazie alla collaborazione con AMO ha dato vita all’ambulatorio di Psiconcologia, aprendo una strada innovativa nell’accompagnamento dei malati e delle loro famiglie e contribuendo a sviluppare numerosi altri progetti di supporto. Il secondo Premio Donata Testi è andato a Fabrizio Artioli, figura centrale nella storia sanitaria carpigiana, fondatore dell’Oncologia di Carpi e tra i promotori della nascita stessa di AMO. Una visione costruita sulla convinzione che accoglienza, umanità e volontariato siano parte integrante della cura e non semplici elementi accessori. Due riconoscimenti che hanno voluto celebrare non solo quanto realizzato nel passato, ma anche un’eredità di valori destinata a continuare nel tempo.
La serata si è conclusa nel migliore dei modi con la musica e l’umanità di Paolo Belli, salito sul palco per regalare ai presenti un finale carico di energia, sorrisi ed emozioni. Trent’anni dopo la sua nascita, AMO continua così a guardare avanti senza dimenticare le proprie radici. Perché, come è stato ricordato durante la serata, il tempo più prezioso è quello che si sceglie di donare agli altri.
J.B.

























