L’età sfuggente dell’adolescenza al centro di un convegno

Al termine di una settimana ricca di appuntamenti, con il convegno Desideri infiniti, visioni altère, sottotitolo Dalla dittatura del godimento alla rinascita del desiderio, il Festival Internazionale delle Abilità Differenti tocca l’apice del suo percorso educativo. Al convegno, che si terrà sabato 30 maggio a Carpi all’Auditorium San Rocco a partire dalle 9:30, Lorenzo Bassani, neuropsichiatra infantile, e Vittoria Lugli, psicologa e psicoterapeuta sistemico-relazionale esperta in educazione emotiva, sviluppo personale, famiglie, coppie e dinamiche intra-familiari, dialogheranno sul tema dell’adolescenza con la moderazione di Sergio Zini, presidente della Cooperativa Sociale Nazareno.

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Lorenzo Bassani e Vittoria Lugli

Al termine di una settimana ricca di appuntamenti, con il convegno Desideri infiniti, visioni altère, sottotitolo Dalla dittatura del godimento alla rinascita del desiderio, il Festival Internazionale delle Abilità Differenti tocca l’apice del suo percorso educativo. Al convegno, che si terrà sabato 30 maggio a Carpi all’Auditorium San Rocco a partire dalle 9:30, Lorenzo Bassani, neuropsichiatra infantile, e Vittoria Lugli, psicologa e psicoterapeuta sistemico-relazionale esperta in educazione emotiva, sviluppo personale, famiglie, coppie e dinamiche intra-familiari, dialogheranno sul tema dell’adolescenza con la moderazione di Sergio Zini, presidente della Cooperativa Sociale Nazareno.

Sergio Zini, presidente della Cooperativa Sociale Nazareno

Tra fatti di cronaca, serie televisive e ricerche sociologiche, l’adolescenza è sotto i riflettori; tuttavia mai come oggi appare un rebus indecifrabile e, per genitori e insegnanti, a volte anche un incubo. Tra vuoto identitario, sé non definito, la falsa promessa di amicizia dei social, i ragazzi si mostrano fragili, spaesati e fondamentalmente incoscienti delle conseguenze delle loro azioni. Estranei a sé e privi di empatia verso l’altro ma anche privati di relazioni che siano “casa”. Una famiglia isolata, come spesso accade, non dona i propri figli al mondo e non dona il mondo ai propri figli.

Tra le assenze di figure adulte di riferimento, lo specchio alterato dei social, dove domina odio, voyerismo e superficialità, ci si chiede quale vita incontrano le vite dei nostri ragazzi. Se gli incontri decidono la vita, mostrare bellezza, evocare la curiosità di un desiderio alto e altro, spiana la strada a una ricerca, apre un cammino dove l’io non si risolva in sé stesso, nell’abbondono davanti a uno schermo, ma nell’incontro che comunica un senso e una prospettiva. Se l’adolescenza è il tempo dell’infinito, dal giovane Leopardi ai giovani del terzo millennio, il luogo delle relazioni, le stesse relazioni, possono diventare quella “casa” dove noi e i nostri ragazzi possiamo sperimentare una vita bella, buona e autentica.

“Viviamo un tempo di profonde lacerazioni e forti provocazioni. Un tempo – spiega Sergio Zini – dove il miraggio delle cose stravolge la vita delle persone. Un tempo difficile dove specie i ragazzi sono più fragili e più esposti. Ma anche dove l’eterna adolescenza scardina punti di riferimento come la famiglia o la scuola. In questo contesto occorre restituire speranza e alimentare il desiderio, non di ciò che è banale ed effimero, ma di una vera rinascita attraverso amicizia, consolazione e un ritrovato senso di appartenenza”.

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