Le rose e la santa delle cause impossibili

Oggi, venerdì 22 maggio, si celebra Santa Rita da Cascia, la santa delle cause impossibili, figura molto venerata anche a Carpi grazie al culto custodito nei secoli dalle Sorelle Clarisse nella Chiesa di Santa Chiara. Chi lo desidera potrà portare in Cattedrale una o più rose da far benedire e riportare poi a casa. Ma da dove nasce il rito della benedizione delle rose? Qual è il legame tra Santa Rita da Cascia e questo fiore?

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Oggi, venerdì 22 maggio, si celebra Santa Rita da Cascia, la santa delle cause impossibili, figura molto venerata anche a Carpi grazie al culto custodito nei secoli dalle Sorelle Clarisse nella Chiesa di Santa Chiara. Quest’anno, a causa dell’inagibilità della chiesa, le Messe in onore di Santa Rita con la tradizionale benedizione delle rose saranno celebrate in Cattedrale alle 9 e alle 18.30. Chi lo desidera potrà portare con sé una o più rose da far benedire e riportare poi a casa. Anche a San Martino Secchia, alle 20.45, sarà celebrata una Messa seguita dalla benedizione delle rose.

Ma da dove nasce questa tradizione?

Nel 1457 Rita è gravemente malata. Ha 76 anni e, ormai costretta a letto, chiede di vedere una cugina alla quale affida una richiesta insolita: portarle una rosa e due fichi dall’orto della casa paterna. È inverno e la parente pensa che la donna stia delirando. Tornata però nella casa di famiglia, trova davvero, in mezzo alla neve, una rosa sbocciata e due fichi maturi. Stupita, li raccoglie e li porta a Rita. Da allora la rosa è diventata il simbolo di Santa Rita e del suo amore che, secondo la tradizione, continua a diffondere il proprio profumo ovunque.

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