Oltre 300. Tanti sono stati i casi accertati di Chikungunya a Carpi l’estate scorsa. “Il più grande focolaio d’Europa del 2025. Un’emergenza che ci costrinse ad effettuare disinfestazioni straordinarie a tappeto adulticide e larvicide” ha spiegato il sindaco Riccardo Righi. Per far sì che tale situazione resti un caso isolato è però necessario l’aiuto di tutti, nessuno escluso. “Quella contro la zanzara è una battaglia che l’ente pubblico non può vincere da solo. Ricordo che il 70% delle caditoie e dei tombini presenti in città sono privati da qui la chiamata al senso di responsabilità della comunità nella sua interezza. Ciascuno faccia la propria parte perché in gioco c’è la salute di tutti”. Fino al 31 ottobre i cittadini sono pertanto tenuti a trattare “i tombini presenti nei propri giardini o nei cortili con i prodotti antilarvali e, al contempo, a rimuovere prontamente tutti i potenziali focolai larvali, ovvero gli accumuli d’acqua. Alle zanzare infatti bastano anche pochi millimetri per proliferare. E’ dunque importante evitare sottovasi e ristagni, qualora siano invece presenti delle piante ornamentali in idrocoltura o ciotole per abbeverare uccelli o animali domestici la raccomandazione è quella di cambiare frequentemente l’acqua”, aggiunge Antonella Greco, medico del servizio di Igiene pubblica dell’Azienda Usl di Modena, nonché referente per le arbovirosi. E per informare e agevolare la cittadinanza, prosegue il sindaco Righi, “nei prossimi giorni verranno consegnati a domicilio oltre 16mila kit larvicidi, uno per ciascuna abitazione, condominio, azienda ed esercizio commerciale, insieme a un vademecum, realizzato in varie lingue, che spiega quali accorgimenti adottare per difenderci da questi sgraditi insetti”. Insetti che, è bene ribadirlo, sono potenziali vettori di patologie virali come West Nile, Zika, Dengue e Chikungunya, le cui conseguenze, anche sul lungo termine, sono tutt’altro che trascurabili.
“Informazione capillare e diffusa sui comportamenti da adottare, azione preventiva per eliminare le larve (il kit può essere ritirato gratuitamente anche presso l’Ufficio Ambiente del Comune, in viale Peruzzi) e controllo sull’effettiva esecuzione dei trattamenti, sono queste le tre direttrici che hanno guidato le nostre azioni. Se lo sforzo sarà collettivo le misure prese saranno efficaci” conclude Righi.
Rafforzato anche il livello di vigilanza: a Polizia Locale, tecnici del Settore Ambiente e Guardie ecologiche volontarie effettueranno controlli per accertarsi che i cittadini abbiano eseguito i trattamenti antilarvali nei tempi e nei modi previsti dalla normativa (insieme al vademecum le famiglie riceveranno un foglio su cui registrare la tipologia di prodotto impiegato e la periodicità di utilizzo).
E poi di fondamentale importanza non dichiarare guerra alla zanzara adulta ricorrendo all’uso massivo di trattamenti adulticidi nei propri giardini qualora non ve ne sia una reale necessità, il rischio infatti, “è quello di aumentare il fenomeno della resistenza agli insetticidi da parte delle zanzare. Tali interventi devono essere effettuati solo a fronte di un rischio sanitario accertato”, raccomanda la dottoressa Greco. Inoltre, l’immissione nell’ambiente di sostanze nocive è anch’essa fonte di rischio per la salute pubblica e comporta un impatto non trascurabile sull’ambiente. Insomma meglio correre ai ripari prima ed evitare che le zanzare nascano…
Jessica Bianchi
























