Rifugio Città di Carpi, dopo 56 anni addio alla gestione del CAI

“Nonostante la lontananza che separa Carpi da Auronzo, abbiamo sempre pensato che occuparsi del rifugio Città di Carpi in questi anni sia stato un onore in memoria degli artefici della realizzazione della struttura, grandi protagonisti della storia del Cai di Carpi” afferma Marcello Borsari presidente dlela sezione del CAI di Carpi

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“Il rifugio alpino Città di Carpi manterrà in linea teorica il nome che porta da 56 anni” afferma Marcello Borsari, presidente del Cai di Carpi, al lavoro da mesi per definire un passaggio storico per la struttura realizzata dai soci carpigiani del Club Alpino Italiano e inaugurata nel 1970. “Il terreno di montagna su cui fu costruito il rifugio a 2.100 metri d’altezza sulla Forcella Maraia nelle Dolomiti Bellunesi fu concesso in locazione con diritto di superficie dal Comune di Auronzo in un primo contratto di ventinove anni” precisa Borsari.

Nel corso di questi ultimi trentanni, nel frattempo, è stato siglato l’accordo che ridisegna la mappatura del patrimonio antico del Comune di Auronzo: migliaia di ettari tra prati, malghe, pascoli sono passati dal Comune alle Regole, la Magnifica Regola di Villagrande e la Regola di Villapiccola: si tratta di antiche istituzioni che amministrano il territorio, boschi e pascoli, garantendo diritti di godimento ai “fuochi” (famiglie) originari e preservando le tradizioni locali.

“Il primo dicembre scorso è scaduto il secondo contratto di locazione di alcune aree e comodato d’uso dell’edificio con la Magnifica Regola di Villapiccola che ha espresso la volontà di non rinnovare al Cai di Carpi la concessione per la gestione del rifugio alpino. Sono state attivate consulenze legali e supporti da parte di organi territoriali e centrali del CAI, ma purtroppo l’aspetto giuridico non ha cambiato lo stato delle cose. In tale contratto il CAI Carpi ha riconosciuto di non essere proprietaria del fabbricato; quel fabbricato, infatti, lo ha ricevuto in comodato per 19 anni a compensare le spese di costruzione e manutenzione sostenute dalla sezione per ultimare l’attuale struttura organizzata su due piani con sala da pranzo da 65 posti e camere che possono ospitare fino a 32 persone” precisa Borsari.

Il passaggio di consegne si perfezionerà in questi mesi salvo sorprese. L’attuale rifugista, a cui il Cai di Carpi ha affidato la gestione da lunghi anni,  per la stagione in corso potrebbe accordarsi direttamente con la Magnifica Regola di Villapiccola che a sua volta, e in un secondo momento ,procederà con  l’assegnazione gestionale  attraverso  bandi.

“Nonostante la lontananza che separa Carpi da Auronzo, abbiamo sempre pensato che occuparsi del rifugio Città di Carpi in questi anni sia stato un onore in memoria degli artefici della realizzazione della struttura, grandi protagonisti della storia del Cai di Carpi” conclude Borsari.

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