All’ex cantina nulla si muove, quale futuro per l’area?

Basta buttare l’occhio oltre i vecchi cancelli arrugginiti per rendersi conto di come i quasi 10mila metri quadrati dell’ex Cantina Sociale, in viale De Amicis, versino in uno stato di abbandono. Una situazione che si protrae, tra una vicissitudine e l’altra, da circa vent’anni. Sulla vicenda il gruppo consigliare di Fratelli d’Italia chiede aggiornamenti al sindaco attraverso una specifica interpellanza.

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Foto di Fabrizio Bizzarri

Basta buttare l’occhio oltre i vecchi cancelli arrugginiti per rendersi conto di come i quasi 10mila metri quadrati dell’ex Cantina Sociale, in viale De Amicis, versino in uno stato di abbandono. Una situazione che si protrae, tra una vicissitudine e l’altra, da circa vent’anni.

Lì, secondo le ambizioni di Unieco, ex proprietaria dell’area unitamente, seppur per una porzione più piccola, alla società CON.CAR s.r.l., sarebbero dovuti sorgere alcuni condomini. Dopo il fallimento di Unieco l’area di sua pertinenza, per una superficie complessiva di 8.173 metri quadri con una potenzialità edificatoria di 8.560 mq, è finita all’asta.  Ad aggiudicarsi lo strategico sito, il 12 gennaio 2021, è stata una società di capitali, la Baluardo Srl (con sede a Parma in via Umbria, 8) nonché unico soggetto partecipante (base d’asta: 1 milione e 800mila euro).

“Mi auguro che la nuova proprietà – aveva dichiarato l’allora assessore all’Urbanistica Riccardo Righi – scelga di avviare un dialogo con l’Amministrazione. Noi da parte nostra siamo disponibili a ragionare, anche in termini di convenzioni ad hoc, affinché lì possa trovare posto anche un parcheggio Hub di servizio al centro storico. Interrato, multipiano… lo valuteremo insieme ma quel che conta è che costituirà un indiscusso vantaggio per tutti, comprese le nuove attività commerciali e residenziali che vi si insedieranno. Riteniamo quel sito fondamentale in uno scenario futuribile di sviluppo urbano, soprattutto in vista di un progetto di ricucitura con l’Oltreferrovia, affinchè le due zone possano essere messe a sistema”.

Dal 2021 a oggi però nulla è cambiato a parte il nome del proprietario, perlomeno sulla carta: dopo la cessazione dell’attività, alla fine del 2025, della Baluardo Srl, ora è subentrata Istana Srl, anch’essa con sede a Parma in via Umbria, 8 il cui codice Ateco è “Compravendita di beni immobiliari effettuata su beni propri” e il cui capitale sociale ammonta a 700mila euro. Socio unico di Istana è Baluardo Holding Srl, anch’essa, nemmeno a dirlo, con sede a Parma in via Umbria, 8.

Una cosa è certa, in viale De Amicis tutto è ancora fermo e sulla vicenda il gruppo consigliare di Fratelli d’Italia chiede aggiornamenti al sindaco attraverso una specifica interpellanza.

Dopo il fallimento di Unieco, si legge nel testo firmato da FdI, “si è convenuto non vi fossero più le condizioni per l’attuazione del piano particolareggiato”, il quale “prevedeva la sua attuazione entro dieci anni dalla sottoscrizione della convenzione urbanistica”. Nell’area però “non sono state realizzate né le opere di urbanizzazione, né alcun altro tipo di intervento né è stata presentata nessuna istanza per il rilascio di ulteriori titoli edilizi”.

L’Amministrazione Comunale, prosegue l’interpellanza, “ha approvato lo schema di accordo transattivo che prevede: la decadenza degli obblighi sottoscritti nella convenzione urbanistica; lo svincolo completo della fideiussione bancaria pari a 170.350 euro (a copertura dell’esecuzione delle opere di urbanizzazione previste dal piano); la restituzione parziale del contributo a costruire pari a 93.922,91 euro, trattenendo una somma di  35.046,47 euro a titolo di compensazione per inadempimento”.

Dal momento che l’attuale proprietario “potrà procedere con la trasformazione e riqualificazione dell’area conformemente alle linee previste dal Piano urbanistico generale (PUG)… nel quale l’area dell’ex-cantina rientra nelle aree di trasformazione complessa sinergiche al centro storico” Fratelli d’Italia chiede “se l’Amministrazione abbia mai preso in considerazione l’acquisto dell’area e quale criterio sia stato utilizzato per la valorizzazione della somma trattenuta dall’Ente per l’inadempimento”. Ancora, “se l’attuale proprietario abbia già avviato con l’Ente un’interlocuzione e quali tipologie di interventi siano realizzabili in quella zona in base al nuovo piano urbanistico generale”.

“L’obiettivo dell’interpellanza – spiega la consigliera Federica Carletti – è la trasparenza, fondamentale nel rapporto tra amministrazione pubblica e cittadini. Restituire oggi quegli oneri non è solo un atto tecnico-contabile, ma il simbolo di un fallimento nella pianificazione urbana avviata con il Piano Particolareggiato risalente al 2006. Quello che chiediamo non è solo un rendiconto economico, bensì una visione chiara sul futuro: l’area in questione è definita dal PUG come zona di trasformazione complessa e sinergica al centro storico. E’ indispensabile che l’Amministrazione chiarisca quali siano le reali e concrete prospettive edificatorie”.

Jessica Bianchi

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