Ortopedico arrestato mentre in ospedale si fa pagare visite specialistiche

Un medico ortopedico, primario d’ospedale, è stato arrestato in flagranza lunedì dai carabinieri del Nas mentre in un ospedale della bassa reggiana si faceva pagare da un paziente la somma di cento euro per una visita specialistica, appropriandosi illecitamente del denaro destinato all’Azienda Usl di Reggio Emilia. Nonostante fosse autorizzato alla libera professione intramoenia, avrebbe effettuato prestazioni mediche private intascando i relativi compensi.

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I Carabinieri del Nas di Parma hanno arrestato in flagranza di reato, all’Ospedale di Guastalla, un medico ortopedico sorpreso mentre stava ricevendo il compenso di una visita specialistica direttamente da un paziente. Sono state formulate due ipotesi di reato per lo specialista, che ha alle spalle una lunga attività e ricopre un ruolo di dirigente. Una è il peculato: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il medico avrebbe fatto visite intramoenia a diverse persone senza passare dal circuito sanitario pubblico e si sarebbe appropriato dei pagamenti dei pazienti, facendosi dare da loro il corrispettivo in contanti. Le visite, quindi, non sarebbero state saldate tramite il passaggio allo sportello Cup. Dal novembre scorso a oggi, l’indagato avrebbe eseguito 25 prestazioni private.

L’altro reato formulato è il falso in atto pubblico: nel registro delle prestazioni mediche sarebbe stata omessa l’attività svolta. Il giudice ha convalidato l’arresto, ha deciso di applicare la sospensione dall’attività medica per un anno e ha rimesso il primario in libertà.

In merito al procedimento giudiziario che vede coinvolto l’ortopedico dell’Ospedale di Guastalla, la Direzione dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia esprime “profonda amarezza per la gravità dei fatti contestati e ribadisce la massima collaborazione alle attività di indagine in corso da parte della magistratura. La vicenda nasce infatti da una segnalazione scritta di un cittadino, in seguito alla quale l’Azienda sanitaria ha informato le autorità competenti. Ci preme esprimere vicinanza e solidarietà agli oltre 7000 professionisti e operatori sanitari che lavorano quotidianamente nelle nostre strutture, oltre naturalmente a ribadire il patto di fiducia stretto con i cittadini e la comunità. La Direzione, infine, informa che l’attività dell’unità operativa non subirà modifiche, né ricadute in termini di qualità e tempestività nell’erogazione dei servizi e delle prestazioni programmate”.

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