In Assemblea legislativa, dopo aver assistito anche alla contestazione di attivisti anti-Cpr all’inizio della seduta di oggi, il governatore dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale rilancia il dialogo col Governo sulla sicurezza. “Se c’è una discussione seria, l’Emilia-Romagna si siede e porterà tutte le criticità che ha delineato” sugli attuali Cpr. Ma “se la volontà è quella di fare propaganda politica è evidente che è l’ennesimo fallimento e quindi la regione non ci può stare”. Infatti, scandisce de Pascale, la “campagna elettorale del Comune di Bologna interessa ai cittadini di Bologna, probabilmente questa regione è un po’ più grande”. De Pascale, comunque, assicura che l’ultima telefonata col ministro Piantedosi “è andata bene nella possibilità di riallacciare un dialogo dopo queste curve sbagliate”. Ma tutta la vicenda confermato, agli occhi del dem, che “quando si calano le decisioni dall’alto si ribellano tutti, la sinistra e a destra”. Il riferimento è alla lettera di Piantedosi sulla collocazione dell’eventuale Cpr regionale per forza a Bologna (“non ho capito quella risposta”), che segue i casi, ricordati anch’essi dal presidente, di Ancona e Ferrara. In quest’ultimo caso, nella città amministrata oggi dal leghista Alan Fabbri, Fdi fece a suo tempo manifesti “con su scritto ‘Grazie a Fratelli d’Italia, mai un Cpr a Ferrara’. Me li hanno mandati”.
Il governatore conferma la sua apertura al dialogo, nell’ipotesi di rendere “umani ed efficaci” gli attuali centri per le espulsioni. Restano però chiuse le porte di Avs. “Secondo noi sui Cpr cosi’ come sono non e’ una discussione seria”, scandisce la capogruppo Simona Larghetti, una delle tre consigliere che hanno posto il tema oggi in aula interrogando de Pascale. I Cpr, secondo la consigliera rossoverde, “sono un luogo di tortura gestito da privati, chi ci va non viene poi espulso ma torna sulla strada. Perché i sindaci anche di destra non li vogliono? Io una missiva come quella di Piantedosi la considero bullismo istituzionale”. Per la capogruppo Fdi Marta Evangelisti, all’opposto, le “chiacchiere stanno a zero, ci vuole chiarezza e coerenza. La vostra maggioranza e’ dilaniata mentre i cittadini aspettano soluzioni. O si sta con la legalità, e quindi coi Cpr, o si sceglie l’impunita’”. Valentina Castaldini di Forza Italia chiede invece di uscire da una “discussione caricaturale”: quei centri “non sono la soluzione totale ma nemmeno il demonio dipinto da una parte consistente della maggioranza”.
Sui Cpr dunque Michele de Pascale tira dritto. E chiama il Pd a organizzare gli stati generali sul tema della sicurezza. Il presidente dell’Emilia-Romagna lo ha detto questa mattina, a margine dell’Assemblea legislativa, dopo aver risposto in aula alle interrogazioni di Fdi, Fi e Avs. “Fra qualche giorno ci sarà a Milano un’importantissima iniziativa nazionale del Pd, una sorta di stati generali sulla sanità- sottolinea de Pascale- e penso che sulla sicurezza possa essere opportuno fare un momento simile, anche chiamando i sindacati delle forze di Polizia che ci danno opinioni anche qualificate ed elementi utili per capire come migliorare il nostro comportamento. Ci sono tante voci da ascoltare e sono certo che il Pd lo farà”. Poi avverte: “Non ho bisogno di essere appoggiato, faccio parte di una comunità politica e dò il mio contributo. Poi il Pd, quando si candiderà a guidare il Paese, scriverà un programma e io parteciperò al dibattito. Però è legittimo e giusto che chi ricopre un ruolo istituzionale a un certo punto stimoli una discussione”. Dentro il Pd, rimarca peraltro de Pascale, “non mi è mai capitato né da sindaco né da presidente di Regione di chiedere di discutere di un argomento e che mi venisse risposto di no. Quando chiedo di discutere di qualcosa, se ne discute sempre. Poi chiaramente a volte posso pensarla al 100%, a volte al 90%, ma questo è legittimo”.
Il governatore esclude inoltre problemi con la leader del partito. “Su tanti argomenti oggettivamente Elly Schlein ha prodotto anche dei cambiamenti- afferma de Pascale- sulla sanità ha spostato l’asse del Pd a sinistra e io sono stato molto contento che lo abbia fatto. Sui temi della sicurezza non mi sento proprio di darle nessuna responsabilità, nel senso che i problemi della sinistra con la sicurezza non iniziano con Elly Schlein, purtroppo sono molto più datati”. Detto questo, il presidente dell’Emilia-Romagna ribadisce: “sui temi della sicurezza serve uno scatto. La posizione della sinistra non può essere: prevenzione e no a derive securitarie. La prevenzione e le risposte di sicurezza, quelle proprie, devono stare insieme. La destra propone solo manovre securitarie, a volte più di effetto che di concretezza. La risposta non può essere che noi ci occupiamo solo della prevenzione, perché come in sanità la prevenzione è importante ma non è l’unica risposta: è una delle risposte che vanno date”.
























