5mila agricoltori a Bologna con Coldiretti, ’20 mld danni clima in 4 anni’

Negli ultimi quattro anni gli effetti dei cambiamenti climatici hanno causato danni all’agricoltura per oltre 20 miliardi di euro, tra alluvioni al nord, con quella in Emilia-Romagna del 2023 “tra le più drammatiche”, e siccità al sud. C’è “l’emergenza” al centro della mobilitazione di Coldiretti a Bologna con “5.000 agricoltori riuniti” in Fiera insieme ai vertici dell’organizzazione, a partire dal presidente Ettore Prandini, e alle istituzioni, con in prima fila in assemblea il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

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Negli ultimi quattro anni gli effetti dei cambiamenti climatici hanno causato danni all’agricoltura per oltre 20 miliardi di euro, tra alluvioni al nord, con quella in Emilia-Romagna del 2023 “tra le più drammatiche”, e siccità al sud. C’è “l’emergenza” al centro della mobilitazione di Coldiretti a Bologna con “5.000 agricoltori riuniti” in Fiera insieme ai vertici dell’organizzazione, a partire dal presidente Ettore Prandini, e alle istituzioni, con in prima fila in assemblea il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
L’emergenza è “destinata a pesare anche nel 2026, dopo i quasi 2.800 eventi estremi registrati lo scorso anno tra nubifragi, tempeste e ondate di calore, oltre un quarto di quelli rilevati in Europa. Una minaccia diretta per il Made in Italy agroalimentare, che nella sola Emilia Romagna, “cuore della Food Valley”, vale oltre 37 miliardi.

Per garantire acqua e sicurezza idrogeologica Coldiretti rilancia in tutta Italia, quindi, la realizzazione di “un grande piano invasi con sistemi di pompaggio, per raddoppiare la raccolta di acqua piovana, ridurre il rischio di esondazioni e produrre energia pulita”. Il piano invasi con pompaggi è una priorità strategica, puntualizza Coldiretti, se si considera che “il 41% del valore aggiunto agricolo nazionale deriva da produzioni irrigue”. Accanto alle emergenze servono però interventi strutturali. In questa direzione vanno i 10 miliardi di risorse della Politica agricola comune, registra l’associazione agricola, recuperati per gli agricoltori italiani, considerati “fondamentali”. Con molta chiarezza Coldiretti insiste con il Governo italiano affinché questi 10 miliardi recuperati sulla Pac europea, come emerso in gennaio, vadano a coloro che vivono di agricoltura.

La mobilitazione di Bologna rilancia infine “la madre di tutte le battaglie”, contro la norma dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale, che consente a prodotti esteri, dalle carni lavorate ai trasformati vegetali, di essere venduti come italiani dopo lavorazioni minime, come ad esempio l’aggiunta di sale a un prosciutto (che diventa così ‘made in Italy’). “Un meccanismo- insiste Coldiretti- che riguarda anche latticini, sughi e pasta realizzati con materie prime straniere. Da qui la richiesta dell’obbligo di etichettatura d’origine su tutti i prodotti in commercio nell’Unione Europea, per garantire trasparenza ai consumatori e tutela alle imprese agricole”.

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