Maltrattamenti nella Scuola Muratori di Soliera, le maestre chiedono di patteggiare

Il 26 febbraio si terrà un’udienza durante la quale il giudice deciderà se accogliere la richiesta delle due maestre di patteggiare la pena a un anno e otto mesi. Un boccone amarissimo da mandare giù per le cinque famiglie coinvolte, le quali vorrebbero che i maltrattamenti subiti dai loro figli venissero puniti in modo ben più severo. “Con gli strumenti che il nostro codice ci mette a disposizione, come persone offese, cercheremo di contrastare tale richiesta” sottolinea l’Avvocato Nicola Termanini, difensore di tre famiglie.

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“Strattonati con forza, apostrofati con violenza, presi per i capelli e percossi anche con l’utilizzo di libri…”. Sono solo alcuni dei maltrattamenti subiti dai bimbi di una sezione della Scuola dell’infanzia Muratori di Soliera. Piccoli di quattro anni che a causa dei traumi subiti hanno sviluppato comportamenti anomali che hanno fatto preoccupare i loro genitori tanto da spingerli a voler approfondire quanto accadeva tra quelle quattro mura. Ci sono voluti forza e coraggio per vincere il silenzio in cui tutti si erano trincerati e sollevare il velo su una vicenda che ha scosso tutta la comunità solierese e non solo, ma alcune famiglie non si sono lasciate intimorire e sono andate fino in fondo sporgendo denunce al Commissariato a Carpi. La Polizia, grazie a intercettazioni audio e video, ha così “acquisito gravi indizi di colpevolezza a carico di due maestre della scuola, di 64 e 67 anni”, per le quali è stata disposta nell’aprile 2025 la “sospensione dal servizio per un anno, con la pesantissima accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti dei bambini”.

Gli episodi riportati dai genitori fanno rizzare i capelli: lividi e graffi su braccia e collo. Sospette cadute a faccia in giù dalle gravi conseguenze, problemi alle articolazioni a causa dei continui strattonamenti…

A poco meno di un anno di distanza, il 26 febbraio, si terrà un’udienza in Tribunale a Modena durante la quale il giudice deciderà se accogliere – o meno – la richiesta delle due maestre di patteggiare la pena a un anno e otto mesi. Una linea, quella di concordare una pena che le due donne ritengono adeguata rispetto ai fatti commessi che, di fatto, suona come una rinuncia alla difesa. La volontà di non affrontare un lungo processo.

Un boccone amarissimo da mandare giù per le cinque famiglie coinvolte, le quali vorrebbero che i maltrattamenti subiti dai loro figli venissero puniti in modo ben più severo.

Mamme e papà che non hanno mai ricevuto nemmeno una parola di scuse da parte delle due docenti solo l’offerta di una cifra, peraltro molto bassa, a titolo di risarcimento danni, poi rifiutata e devoluta al Telefono azzurro.

A febbraio si deciderà sul patteggiamento: “con gli strumenti che il nostro codice ci mette a disposizione, come persone offese, cercheremo di contrastare tale richiesta. Qualora l’istanza dovesse invece essere accolta – sottolinea l’Avvocato Nicola Termanini, difensore di tre famiglie – finirà il processo penale e la sentenza diverrà definitiva. A quel punto i genitori potranno valutare se presentare richieste risarcitorie in sede civile”.

Jessica Bianchi

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