Segni – Fotografia voce dell’invisibile, la prima personale di Marzia Lodi

La fotografa novese Marzia Lodi indaga il confine tra ciò che è visibile e ciò che risiede nel profondo della memoria

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Inaugura sabato 7 febbraio alle 18 alla presenza dell’artista Marzia Lodi la mostra SEGNI – Fotografia voce dell’invisibile a cura di Fausto Ferri.

Entrare negli spazi di Gate 26A in via Carteria 26A a Modena per la mostra SEGNI – Fotografia voce dell’invisibile significa immergersi in una dimensione dove la fotografia smette di essere solo un’immagine impressa per farsi voce, respiro e testimonianza dell’invisibile. Marzia Lodi ci conduce per mano in un percorso intimo, dove l’occhio dell’artista non si limita a inquadrare il reale, ma scava nella superficie delle cose per portarne alla luce l’anima nascosta. Tutto sembra gravitare attorno a un fulcro emotivo potentissimo: l’opera Autoritratto. Per l’artista, questo scatto rappresenta molto più di un’immagine del proprio corpo; è il punto d’approdo di un lungo e silenzioso viaggio a ritroso nella memoria. Guardando questa fotografia, non vediamo solo un negativo segnato e inciso, ma sentiamo il calore di un pomeriggio di luglio, l’odore denso dell’aria estiva e il timbro inconfondibile delle voci dei nonni in un giardino lontano nel tempo. Quei segni tracciati con insistenza sul negativo sono il tentativo, quasi archeologico, di recuperare la tenerezza di un istante vissuto, sottraendolo all’oblio e rendendolo finalmente visibile.

Questa ricerca di senso continua e si espande nel progetto She, dove lo sguardo di Marzia si posa su tre giovani donne. Qui la fotografia diventa un ponte generazionale: le età delle protagoniste ricalcano i momenti di svolta della passione fotografica dell’autrice, creando un gioco di specchi tra passato e presente. Marzia Lodi non si è limitata a ritrarle, ma ha chiesto a ognuna di loro di affidarle un ricordo, un “segno” profondo della propria esistenza. L’augurio, sotteso a ogni scatto, è che queste immagini possano un giorno diventare per loro ciò che Autoritratto è per l’artista: un talismano capace di evocare mondi interiori e di dare voce a ciò che non può essere detto a parole.

In questo incontro tra i volti di She e i segni di Autoritratto, l’invisibile trova finalmente un luogo in cui risiedere: lo sguardo del visitatore, dove il ricordo e la voce dell’artista diventano, per un istante, anche i nostri.

La mostra resterà aperta fino al 2 marzo 2026. Sabato e domenica ore 17 – 20. Negli altri giorni su appuntamento. info@gate26a.com

Note biografiche

Marzia Lodi vive e lavora a Novi di Modena ed è fotografa e scrittrice. Nata a Carpi nel 1970, dopo una carriera ventennale come imprenditrice artigianale di maglieria, nei primi anni 2000 ha intrapreso un percorso artistico focalizzato sulla letteratura e la fotografia.
La sua attività spazia dalla realizzazione di volumi fotografici e gastronomici a progetti culturali, installazioni, docufilm e cortometraggi, con una particolare attenzione alla memoria, alla pace e alla realtà del suo territorio.

 

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