Finestre sul sogno riscopre Guy Von Pless e Lino Lonilli

Sabato 7 febbraio inaugura la mostra dedicata a Guy Von Pless si trasferì a Carpi nel 1969 e fu attivo finché una malattia agli occhi lo privò della felicità di dipingere. Morì nel 2020. Il sassolese Lino Lolli oltre alla sua produzione di dipinti e sculture, dagli anni ’60 fino agli anni ’80 si dedica alla produzione maniacale di collage in cui emerge una visione psichedelica spesso tormentata e alterata della realtà. Muore nel 1990.

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Inaugura sabato 7 febbraio la mostra “Finestre sul sogno” dedicata a Guy Von Pless e Lino Lonilli a cui l’associazione artistica culturale Arti & Portali tributa il giusto riconoscimento dopo la loro scomparsa. L’appuntamento è alle 16 presso la saletta della Fondazione CR Carpi in corso Cabassi 4. Presentano Mario Bizzoccoli e Paola Losi.

Guy Von Pless nasceva a Fiume cento anni fa da una famiglia originaria della Slesia polacca, vissuto a lungo a Genova, si trasferì a Carpi nel 1969 per lavorare come interprete. Era appassionato di tutte le espressioni d’arte, pittura, scultura, teatro, danza, musica lirica, ed era incantato dalle forme e dai colori. I primi quadri sono della fine degli anni ’50, ispirati al movimento surrealista; le suggestioni più profonde si possono riconoscere in Magritte e Max Ernst, ma il carattere anticonformista e antiretorico della persona, fatto di ironia e leggerezza sorniona, emerge nei temi e nei colori, più vicini a Depero e alle stesure Pop.

Di Guy Von Pless hanno parlato critici d’arte, amici letterati e colleghi pittori. Romano Pelloni avvicina il suo stile al gotico internazionale per i colori quasi di smalto, le nuances delicate, l’impianto armonico che ricorda le parate di cavalieri nei quadri del 1400.

Negli ultimi trent’anni del secolo scorso Guy Von Pless tenne varie mostre personali e collettive in Emilia e in Italia, finché una malattia agli occhi lo privò della felicità di dipingere. Morì nel 2020.

Lino Lolli nasce a Sassuolo nel 1913. Rimasto orfano di madre all’età di 5 anni, perde anche il padre dopo poco tempo. Cresce quindi con una zia ma la sua infanzia travagliata lo segnerà per tutta la vita. Si diploma all’istituto d’arte A. Venturi di Modena e successivamente consegue il diploma presso il Magistero Superiore di Scultura di Venezia, vincendo borse di studio nel 1927 e nel 1930. Lavora per le Ferrovie dello Stato dal ’47 al ’54 pur coltivando la propri passione per la pittura e la scultura. Il suo carattere estremamente schivo e riservato lo porta a lasciar cadere nel vuoto molti inviti per partecipazioni a mostre di rilievo inoltre non si adopererà mai per realizzarne di personali, ciò nonostante riceve numerosi riconoscimenti e premi a livello nazionale ed internazionale per la sua poliedrica attività. Per quanto riguarda la pittura e la scultura ricerca sempre nuovi temi, ma i suoi preferiti sono quelli religiosi. e paesaggistici in cui coglie l’anima attraverso la sua ispirazione seria e mai superficiale.

Oltre alla sua produzione di dipinti e sculture, dagli anni ’60 fino agli anni ’80 si dedica alla produzione maniacale di collage in cui emerge una visione psichedelica spesso tormentata e alterata della realtà. Muore nel 1990.

 

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