Carabiniere assolto dall’accusa di atti osceni, “inaccettabile la sua espulsione prima della sentenza”

“Attendiamo di vedere riparati i presunti danni morali materiali ed esistenziali che immaginiamo potrebbero esser stati comportati al giovane collega, a causa di queste aberrazioni giuridiche e procedurali. Se ci sono state distorsioni o forme di abuso, chi ha sbagliato deve risponderne” scrive il sindacato Unarma Asc, segreteria Emilia-Romagna, intervenendo sul caso di un carabiniere assolto nei giorni scorsi a Modena dall'accusa di atti osceni, episodio risalente al 2021, a Campogalliano.

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“La presunzione d’innocenza è un principio e un diritto che va applicato coerentemente e con trasparenza anche nell’ordinamento militare. Occorre adeguare, modificandole, le regole sul rapporto d’impiego. Per questo rivolgiamo un appello al Legislatore, al Governo e al Ministero della Difesa. Ora attendiamo di vedere riparati i presunti danni morali materiali ed esistenziali che immaginiamo potrebbero esser stati comportati al giovane collega, a causa di queste aberrazioni giuridiche e procedurali. Se ci sono state distorsioni o forme di abuso, chi ha sbagliato deve risponderne”. Lo scrive il sindacato Unarma Asc, segreteria Emilia-Romagna, intervenendo sul caso di un carabiniere assolto nei giorni scorsi a Modena dall’accusa di atti osceni, episodio risalente al 2021, a Campogalliano. C’è soddisfazione per l’assoluzione del collega: “non possiamo condividere, invece – prosegue il sindacato – che il giovane collega sia stato devastato, con una espulsione adottata prima della sentenza”. Si chiede che “la vicenda e il suo esito siano oggetto di peculiare approfondimento e che vengano repressi fermamente tutte le eventuali omissioni, gli eccessi o gli abusi commessi, con l’immediata riparazione  dei danni presumibilmente causati al giovane collega”. Anche Usmia Carabinieri ha espresso “piena soddisfazione per l’assoluzione con formula piena – per non aver commesso il fatto – pronunciata dal Tribunale di Modena. Già in sede disciplinare, Usmia Carabinieri aveva assunto la tutela del collega. Grazie al lavoro di studio del Segretario Provinciale di Modena, Angelo De Simoni, e alla difesa sindacale garantita in presenza del Segretario Generale Carmine Caforio, il Comando Legione fu indotto a rivalutare la posizione del militare, applicando una sanzione lieve e non trascritta a matricola”. Alla luce della sentenza “si confida ora in una rivalutazione complessiva del caso da parte dell’Amministrazione, anche sotto il profilo disciplinare”.

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