A partire da sabato 17 gennaio i Carabinieri Forestali dei Nuclei di Scandiano e Reggio Emilia, supportati dall’Unità Cinofila Antiveleno di Bosco di Corniglio, hanno dato avvio a una estesa operazione di ricerca di bocconi avvelenati nelle aree recentemente interessate dal triste e crudele fenomeno della dispersione nell’ambiente di esche contaminate da sostanze tossiche. Le ricerche hanno riguardato diverse aree nel territorio dei comuni di Correggio, Bagnolo in Piano, Rubiera e Reggio nell’Emilia, già oggetto di precedenti segnalazioni, tra cui quella della morte di un cane intossicato da polpette avvelenate e il rinvenimento, nei mesi passati, di carcasse di lupi intossicati da sostanze velenose, come accertato dalle analisi condotte dall’Istituto Zooprofilattico. Tale pratica, vietata dalla legge, colpisce in maniera letale e indiscriminata la fauna selvatica e gli animali da affezione. Chiunque prepari, detenga o disperda nell’ambiente le esche commette reati previsti dal Codice penale e da leggi speciali, puniti con pene molto severe che spaziano dalla reclusione (da quattro mesi a due anni per l’uccisione, fino a 18 mesi o più per il maltrattamento) e multe salate. L’utilizzo di bocconi avvelenati rappresenta infatti non solo un atto di crudeltà verso la fauna, ma anche un grave pericolo per la salute pubblica e per l’intero ecosistema.

Dopo l’attenta verifica dell’area, i militari, guidati dal cane antiveleno Freddy, il pastore tedesco di quasi cinque anni impiegato nel controllo, hanno realizzato attività volte alla bonifica delle aree segnalate, rinvenendo, nel caso di Rubiera, tracce residue di residui di cibo sospetti. L’analisi dell’esca, raccolta e conferita dai militari al Servizio Sanitario Veterinario dell’AUSL di Reggio Emilia per il previsto esame tossicologico da parte dell’Istituto Zooprofilattico, ha però escluso la presenza di sostanze nocive.
























