Mille firme per dire no a un’antenna in Piazzale Don Venturelli

Sono state protocollate e consegnate in Comune questa mattina le mille firme raccolte dal Comitato di cittadini di Piazzale don Venturelli per chiedere formalmente al sindaco Riccardo Righi di indire un’assemblea pubblica e avviare un confronto trasparente relativamente alla decisione dell’Amministrazione di concedere a Iliad di installare un’antenna di telefonia mobile nel quartiere e, in particolare, all’interno di un parco pubblico dedicato a spazio giochi per i bambini, a poca distanza da un polo scolastico e sportivo e a ridosso di abitazioni nelle quali risiedono circa 500 persone.

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Da sinistra Cortese, Galli, Neri e Guaitoli

Sono state protocollate e consegnate in Comune questa mattina le mille firme raccolte dal Comitato di cittadini di Piazzale don Venturelli per chiedere formalmente al sindaco Riccardo Righi di indire un’assemblea pubblica e avviare un confronto trasparente relativamente alla decisione dell’Amministrazione di concedere a Iliad di installare un’antenna di telefonia mobile nel quartiere e, in particolare, all’interno di un parco pubblico dedicato a spazio giochi per i bambini, a poca distanza da un polo scolastico e sportivo e a ridosso di abitazioni nelle quali risiedono circa 500 persone.  Una decisione che proprio non va giù ai firmatari della petizione, i quali “esprimono preoccupazione per la perdita di spazi pubblici e per la collocazione dell’antenna in prossimità di siti sensibili”. Pur non contrari alla tecnologia, chiedono “che venga applicato il principio di precauzione e che siano valutate soluzioni alternative in aree meno impattanti”.

“Nei prossimi mesi – spiega Maurizio Guaitoli del comitato – assisteremo a una vera e propria proliferazione di richieste di nuove antenne su tutto il territorio. Gli operatori non possono condividere i tralicci già esistenti? La legge consente loro di installare antenne ovunque, eccezion fatta per ospedali e scuole, ma questo non significa che gli enti pubblici abbiano le mani legate. I Comuni hanno il dovere di mettere a disposizione dei terreni ma devono essere loro a stabilire quali, per minimizzare al massimo l’impatto delle antenne. I nostri amministratori inneggiano a trasparenza, coinvolgimento della cittadinanza, partecipazione… parole che nel caso di Piazzale Don Venturelli restano vuote. Perché siamo stati avvertiti solo a cose fatte? Perché non è stato avviato un dibattito prima di concedere l’area?”. I primi ad accorgersi che Iliad aveva richiesto di impiantare un’antenna nel quartiere sono stati quattro amministratori condominiali: “il 30 maggio hanno scritto al sindaco esprimendo alcune perplessità e chiedendogli un incontro chiarificatore ma la richiesta è stata rispedita al mittente a fronte della regolarità della documentazione presentata dall’operatore telefonico”, prosegue Guaitoli. Il 17 dicembre viene pubblicata sull’Albo Pretorio del Comune la delibera con cui la Giunta concede l’area in affitto a Iliad ma, va avanti Guaitoli, “solo il 10 gennaio i residenti nel raggio di 200 metri dalla futura antenna ricevono una lettera, recapitata a mano, priva di data e numero di protocollo e firmata dall’assessore all’ambiente, in cui li si avverte dell’operazione. Un comportamento davvero inaccettabile”.

Il quartiere però non ci sta e, sottolinea la residente Monica Neri, “in appena una decina di giorni siamo riusciti a raccogliere, on line e di casa in casa, ben mille firme”.

“Chiediamo un dibattito pubblico – aggiunge Pasquale Cortese – perché la scelta di installare qua un’antenna è del tutto inopportuna”.

“Nessuno nega l’importanza del progresso, ma valutare alternative a tale collocazione è quantomeno necessario” incalza Giorgio Galli.

Il 22 dicembre Iliad ha presentato il permesso di costruire e ora la pratica è al vaglio della Conferenza dei Servizi: “il nostro auspicio – conclude Guaitoli – è che uno dei soggetti chiamati a esprimere un parere avanzi qualche dubbio o muova delle obiezioni. Su tale iter noi chiederemo la massima trasparenza. La partita, pur essendo gravemente compromessa dal momento che il Comune ha già concesso l’area, non è ancora finita”.

Jessica Bianchi

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