Polveri sottili e malattie a Carpi, un altro anno di forte inquinamento

Carpi per la giustizia sociale e climatica interviene sulla situazione delle polveri sottilli e delle malattie correlate.

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Carpi per la giustizia sociale e climatica interviene sulla situazione delle polveri sottilli e delle malattie correlate. Ecco il comunicato stampa.

“Prepariamoci a leggere i soliti resoconti soddisfatti riguardo all’inquinamento da polveri sottili, soprattutto per le PM10, le più misurate ma le meno pericolose, per il 2025. Sì, perché i limiti che ancora sono presi come riferimento sono obsoleti, ampiamente superati dai nuovi limiti stabiliti dall’UE (e che dovranno essere recepiti dall’Italia entro il 2030) e soprattutto dai limiti ancora più prudenti dell’OMS.

Secondo i dati ARPAE, la centralina di Carpi, in via Remesina, ha fatto misurare 22 sforamenti rispetto alle PM10 nel corso dell’anno appena terminato, se si fa riferimento alla vecchia normativa (50 microgrammi per metro cubo come limite nelle 24 ore). Stando alla vecchia normativa, saremmo entro i limiti: si indica infatti come soglia di sforamenti da non superare nel corso dell’anno ben 35 sforamenti.  Ma le nuove norme, scientificamente più adeguate (45 microgrammi per metro cubo nell’arco delle 24 ore), indicano che Carpi ha superato i limiti per 35 volte, su di un massimo consentito 18 volte per la UE e di sole 3 volte per l’OMS.  In breve, Carpi, come tra l’altro tutta la Pianura Padana, è stata nel 2025 un luogo malsano per quel che riguarda l’inquinamento dal polveri sottili.

La Pianura Padana, infatti, è una delle regioni più inquinate d’Europa, soprattutto a causa delle polveri sottili. Stando a uno studio uscito su Lancet nel 2022 (Fuller et alias) l’inquinamento è responsabile di circa un sesto di tutte le morti globali. E in questa strage un ruolo fondamentale lo ha l’inquinamento dell’aria.

Stando poi ad altri studi pubblicati dall’EAA (Agenzia europea per l’ambiente) nel 2020 in Italia sono morte a causa delle polveri sottili (soprattutto le famigerate PM 2,5) circa 53 mila persone. Stiamo parlando di circa il 7% di tutte le morti italiane.

Sono dati davvero impressionanti, perché valgono decine di migliaia di decessi ogni anno a causa dell’esposizione al particolato, che rappresenta un fattore di rischio particolarmente rilevante per via delle dimensioni estremamente ridotte delle sue e che gli permettono di raggiungere in profondità il sistema respiratorio umano. Entrando anche nel sangue, si sparge in tutti gli organi e i tessuti. Al momento risulta accertata la relazione con infarti, ischemie, tumori ai polmoni e patologie respiratorie acute e croniche come l’asma, ma il particolato fine può anche avere effetti sul sistema nervoso e riproduttivo.

Ma non si tratta di un destino.

Potremmo fare molto per migliorare questa situazione. La maggioranza delle polveri sottili provengono direttamente da impianti di riscaldamento a gas, spesso obsoleti, e soprattutto dalle stufe a biomassa, con particolare riguardo ai famigerati pellet. Se non si agisce con grandi investimenti economici per favorire la transizione energetica verso fonti meno pericolose il problema non verrà mai risolto: vanno aiutate soprattutto le famiglie più in difficoltà economica. Anche il traffico è certamente una parte del problema: Gli autoveicoli a combustione interna emettono il 56% degli ossidi di azoto, che sono importanti precursori delle polveri ottili e molto inquinanti essi stessi. L’esponenziale aumento del consumo di suolo a favore di strade di ogni tipo negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti. Infine, c’è il settore agricolo, con particolare riferimento agli sversamenti dei liquami degli allevamenti intensivi responsabili del 98% delle emissioni di ammoniaca, gas inquinante e importante precursore anch’esso delle polveri sottili. Si deve agire al più presto, senza dimenticare che c’è un’opportunità che la nostre Amministrazioni considerano quasi una seccatura: gli alberi, che farebbero calare la presenza delle polveri sottili, fino al 30% secondo alcuni studi.

In conclusione, il consumo di suolo eccessivo, la mancanza di grandi boschi urbani e quindi di un numero adeguato di alberi soprattutto sempreverdi, l’assenza quasi totale di politiche pragmatiche volte alla rimozione delle principali cause della produzione delle polveri sottili (con aiuti soprattutto nei confronti degli individui e delle famiglie più fragili economicamente) e quindi in sostanza la rimozione del problema da parte delle nostre amministrazioni rappresentano il vero assalto alla nostra salute e alla nostra qualità della vita”.

 

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