
“Cosa resterà quando le istanze sollevate da più parti per rappresentare la figura di mio nonno di queste settimane saranno lontane? Resterà ciò che Carpi avrà scelto di collocare in Piazza Martiri. Resterà il modo in cui la città avrà rappresentato Odoardo Focherini. E resterà il messaggio che quella scelta consegnerà alle generazioni future”. Parte da questa riflessione la nuova lettera di un erede di Odoardo Focherini, indirizzata a tutti i consiglieri comunali. Un intervento che sposta il confronto sul terreno della responsabilità pubblica e chiede che il progetto del monumento venga discusso anche nelle sedi istituzionali, prima che le decisioni divengano definitive. Il nipote mette nero su bianco che non intende partecipare all’incontro convocato per il 7 novembre alle 10 in Curia, dall’Ufficio interdiocesano tecnico giuridico, presentato come un «ultimo e definitivo incontro» sul progetto. Sono attesi il sindaco, rappresentanti della Diocesi e alcuni familiari di Focherini. Non risulterebbero invece convocati, secondo quanto riferisce l’erede, i rappresentanti delle Fondazioni bancarie coinvolte (Carpi e Mirandola), nonostante il loro ruolo nella committenza e nel percorso artistico. La scelta di non esserci viene spiegata con una distinzione precisa: “quella del 7 novembre non è una mediazione legale. Non saranno presenti i legali che assistono alcuni familiari e non sarà quella la sede in cui definire le questioni giuridiche, destinate a essere affrontate nelle sedi competenti. Si tratta, dunque, di un confronto istituzionale”. Da qui la decisione di non partecipare personalmente. “Non per disinteresse, né per sottrarmi al confronto, ma perché la mia presenza non può sostituire quella di chi ha ricevuto dai cittadini il mandato di occuparsi delle scelte pubbliche”. E, ancora, “a me spetta custodire la memoria dei miei nonni e adoperarmi affinché sia rappresentata nel rispetto della verità storica e della dignità della persona. Assumere decisioni in nome della comunità sull’assetto di una piazza, sul significato di un’opera destinata a quello spazio e sul percorso pubblico attraverso il quale realizzarla, spetta ai consiglieri eletti”. Ai consiglieri rivolge tre richieste: prendere visione della documentazione raccolta e chiedere chiarimenti ai soggetti coinvolti; attivarsi per conoscere le modalità di partecipazione e valutare una propria presenza; promuovere un confronto sul progetto in Consiglio comunale. L’obiettivo? “Non stabilire chi abbia ragione” bensì “evitare che una scelta venga definita senza che chi rappresenta la città abbia esaminato i fatti, posto le domande necessarie e contribuito pubblicamente alla decisione”.
Una vicenda tra progetti e responsabilità
La richiesta di chiarezza e trasparenza si inserisce in una vicenda che, attraverso la documentazione ora in mano ai consiglieri, mostra diversi passaggi ancora da ricostruire. Il progetto del monumento risale al 2019. Nell’ottobre 2024 il Comune avvia l’iter autorizzativo presso la Soprintendenza. Il 2 dicembre dello stesso anno, il dirigente Renzo Pavignani trasmette un’integrazione progettuale che introduce anche la figura di Maria Marchesi, moglie di Focherini, seduta accanto al marito rappresentato in cammino (“Si evidenzia che la proposta progettuale qui presentata integra quella di cui all’istanza originale con l’aggiunta nell’installazione artistica della nuova figura scultorea rappresentante la moglie di Odoardo Focherini, Maria Marchesi, in posizione seduta, in quanto si è ritenuto necessario completare il quadro rappresentativo del monumento con tale personaggio, che ricopre un ruolo di primaria importanza nella vicenda del protagonista. Il nuovo elemento scultoreo possiede le medesime caratteristiche materiche e dimensionali della scultura già proposta in precedenza per la figura di Odoardo Focherini” si legge nel documento).
Il 20 dicembre la Soprintendenza esprime un parere preliminare di massima favorevole, ma non rilascia l’autorizzazione definitiva. Chiede ulteriori approfondimenti sulle caratteristiche artistiche delle statue, sui materiali e sulle cromie, oltre a una spiegazione del significato simbolico della diversa postura dei due personaggi (“circa il messaggio simbolico del monumento, si chiede di esplicitare le motivazioni per cui, al contrario del Beato Odoardo Focherini in movimento, la figura femminile della moglie, Maria Marchesi, è stata proposta in posizione seduta”). Per procedere servirà un progetto esecutivo più dettagliato.
Un anno dopo, il 25 novembre 2025, il sindaco Riccardo Righi (a cui la relazione tecnico illustrativa, datata 3 ottobre 2024, attribuisce “l’ideazione del progetto”) scrive al presidente della Fondazione Cr Carpi, Mario Arturo Ascari, chiedendo di sospendere la realizzazione della statua di Maria Marchesi, alla luce delle contrarietà espresse da una parte dei discendenti. “Questa mia, è dunque per chiedere la sospensione della realizzazione della scultura che ricorda la moglie di Odoardo Focherini, per permettere ai famigliari di potersi confrontare tra di loro e di conseguenza riferire al consorzio dei proponenti, le decisioni ultime ed irrevocabili sulla realizzazione della discussa statua di Maria Marchesi. Continua invece ad essere attuale il progetto che ha già avuto un consenso di massima dalla soprintendenza di Bologna, che prevede la realizzazione della sola figura di Odoardo in cammino, posizionato a ridosso del sagrato della Cattedrale”.
Il giorno successivo il presidente chiede al Comune il progetto definitivo, corredato dai pareri della Soprintendenza e dal cronoprogramma dell’installazione. Senza queste informazioni, scrive, “non sarà possibile dar corso all’iniziativa inizialmente prospettata e alle condizioni di cui all’offerta sottoscritta in data 9 luglio u.s. con la Fonderia artistica progetto Arte Poli, con consegna dell’opera prevista entro il 15 dicembre pv”.
Sempre il 26 novembre la Fondazione Cr Carpi, rispondendo al legale di una parte della famiglia Focherini, precisa che il proprio sostegno economico riguarda esclusivamente la statua di Odoardo e che gli approfondimenti sulle questioni sollevate dai familiari, insieme ai relativi riscontri e alle responsabilità, restano in capo a “Comune e Diocesi”.
Nello stesso giorno, il legale di Arte Poli chiarisce invece che la società ha ricevuto due distinti incarichi: “dalla Fondazione Cr Mirandola per la statua di Maria Marchesi e dalla Fondazione Cr Carpi per quella di Odoardo Focherini”.
Una sequenza che lascia aperte domande sulla distribuzione degli incarichi, sugli impegni economici, sulla documentazione progettuale definitiva e sulle autorizzazioni necessarie. Chi deve fornire il progetto aggiornato? Quali sono gli atti che regolano i rapporti con Progetto Arte Poli, società veronese incaricata della realizzazione materiale delle sculture? E quale percorso istituzionale è stato seguito per arrivare alla configurazione oggi sul tavolo?Sono proprio questi i chiarimenti che l’erede chiede ai consiglieri, affinché la vicenda non resti confinata al confronto tra familiari, Comune e Diocesi.
“Delle discussioni di queste settimane rimarrà poco. Dell’opera e del messaggio affidato a Piazza Martiri rimarrà molto di più”, conclude. Il 7 novembre si avvicina, ma la richiesta è che sulla rappresentazione pubblica di Odoardo Focherini si apra anche un confronto trasparente con la città e con chi la rappresenta.
Jessica Bianchi























