Caro carburanti: il monitoraggio dei prezzi di Federconsumatori

Nei Comuni di Carpi e Mirandola nessun distributore ha un prezzo del gasolio self inferiore ai 2 euro (1,999 compreso).

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Ad una settimana dall’introduzione del taglio di 0,25 euro sulle accise dei carburanti, e a due settimane dal termine dei 20 giorni di durata Di quel provvedimento, Federconsumatori ha esaminato la situazione a Modena e provincia con particolare attenzione alla condizione di maggior gravità, quella del gasolio.

Nella mattinata di giovedì 25 marzo il distributore più economico si registrava a Modena, strada per Campogalliano, con 1,925 euro per litro di gasolio self. A poca distanza, con 1,928, due pompe di Pavullo e una di Castelfranco. Nei Comuni di Carpi e Mirandola nessun distributore ha un prezzo del gasolio self inferiore ai 2 euro (1,999 compreso). Detto che solo il 14% dei distributori modenesi ha questa condizione, i prezzi peggiori si registrano in Appennino, con Sestola e Frassinoro a 2,199 euro per litro di gasolio self. Singolare il record di Formigine nel servito, con un distributore a 2,459. Il distributore di Vignola che aveva portato a 3 euro il prezzo del diesel e della benzina self è sceso a 2 euro. Rispetto alla benzina anche qui Pavullo fa meglio degli altri, con due distributori in testa con 1,638 euro al litro; a seguire un distributore modenese, in via Ovidio, con 1,649 euro. Il peggio nella benzina in un distributore di via Bonacini a Modena, dove un litro costa 1,979 euro, ad un passo dai 2 euro al litro. A seguire Fontanaluccia di Frassinoro, con 1,909 e Soliera, con 1,899 euro al litro. Il differenziale per un pieno, tra il più caro ed il più economico distributore della provincia, è di 14 euro per il gasoli e 17 euro per la benzina.

Gasolio, in quanti sotto i 2 euro?

In Regione l’80% degli impianti ha raggiunto o superato i due euro (1,999) per il gasolio self, contro il 30% di una settimana fa. Un ulteriore 10% circa è a pochi centesimi dalla soglia. I dati peggiori a Ravenna, Modena e Reggio Emilia, dove il superamento ha riguardato l’86% delle pompe.

Ora che fare?

Ovviamente la prima responsabilità di quanto accade è da ricercare nello scenario internazionale. La crescita dei carburanti e quella annunciata dell’inflazione sono un effetto della folle guerra scatenata da Usa e Israele, che deve cessare al più presto. Le risposte del Governo italiano sono state troppo flebili, come dimostra la brevissima durata del taglio delle accise, che abbiamo comunque salutato positivamente. Ora tutti ci interroghiamo sul disastro che potrebbe verificarsi con la rimozione a breve di quel taglio. Per questo è necessario che al più presto quella riduzione venga prorogata sino al termine della crisi in corso, e che per davvero si contrastino i fenomeni speculativi, innegabili, delle compagnie petrolifere. E poi è necessario che in questo Paese si dia una risposta vera alla crisi dei redditi, calati in vent’anni del 4% nel potere d’acquisto, mentre il resto d’Europa vedeva crescite importanti, come il +24% della Germania ed il +20% della Francia. Anche questo dobbiamo tenere a mente, quando giriamo per la città cercando il distributore più conveniente, o quando spingiamo un carrello della spesa, sempre più vuoto.

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