Il Consiglio Comunale di Campogalliano, nella seduta dello scorso 16 marzo, ha approvato la delibera che istituisce il Regolamento per il benessere e la tutela degli animali, illustrato dall’assessore alle Politiche ambientali Walter Stella.
“Con questo Regolamento – ha dichiarato l’assessore – il Comune di Campogalliano conferma il proprio impegno per una città attenta alla convivenza civile e al rispetto degli animali, con particolare riguardo a quelli d’affezione. Questo Regolamento, che si compone di 37 articoli contenuti in 10 Capitoli, è il risultato di un ottimo lavoro sinergico svolto dall’Ufficio Tecnico, dalla LAV, dalle Guardie Ecologiche Volontarie locali e dalla Polizia Locale”.
Il Regolamento, che ha preso come basi di ispirazione il testo dell’analogo Regolamento del Comune di Novi e quello di Polizia Urbana dell’Unione Terre d’Argine, è stato aggiornato ed integrato nei contenuti tecnici e normativi con argomenti caratterizzanti Campogalliano quali una puntuale definizione dell’entità economica delle sanzioni, suddivise rispetto al livello delle violazioni commesse e accertate (lieve, moderata o grave), un approfondimento della regolamentazione delle aree sgambamento cani presenti e in previsione di realizzazione sul territorio comunale e sulla corretta gestione delle deiezioni canine, norme sul controllo e le buone prassi per la tutela della popolazione di colombi in ambito urbano.
Buona parte degli articoli sono dedicati a prescrizioni e divieti come l’abbandono, il maltrattamento, gli strumenti coercitivi e dolorosi, la costrizione degli animali in ambienti non idonei per salubrità e dimensioni, la detenzione di animali esotici e le norme sulla costituzione e gestione delle colonie feline.
Viene inoltre ribadito il divieto, su tutto il territorio comunale, di qualsiasi forma di spettacolo, esposizione o intrattenimento, pubblico o privato, che preveda l’impiego di animali.
Le ultime due pagine del testo del Regolamento sono dedicate ad una nutrita bibliografia di normative europee, nazionali e regionali per evitare di rendere eccessivamente corposo e ridondante il contenuto del Regolamento stesso.
























