Con un tetto sopra la testa è più facile ricostruire il resto della propria vita

“Oggi restituiamo un’anima a un luogo che, per sua natura, è sempre stato destinato alla cura. Nel corso degli anni, tra queste mura hanno abitato dedizione e sacrificio e oggi noi siamo pronti a riprendere quel cammino di solidarietà”. A parlare è il presidente dell’Unione delle Terre d’argine, Enrico Diacci, in occasione dell’inaugurazione dell’Housing First - Centro di Ospitalità Temporanea per persone fragili senza fissa dimora, l’immobile di proprietà dell’Asp Terre d’argine di via Guido Molinari, conosciuto in città come l’ex Casa delle Suorine.

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“Oggi restituiamo un’anima a un luogo che, per sua natura, è sempre stato destinato alla cura. Nel corso degli anni, tra queste mura hanno abitato dedizione e sacrificio e oggi noi siamo pronti a riprendere quel cammino di solidarietà”. A parlare è il presidente dell’Unione delle Terre d’argine, Enrico Diacci, in occasione dell’inaugurazione dell’Housing First – Centro di Ospitalità Temporanea per persone fragili senza fissa dimora, l’immobile di proprietà dell’Asp Terre d’argine di via Guido Molinari, conosciuto in città come l’ex Casa delle Suorine. “Ridare un tetto a chi l’ha perduto è però solo il primo passo – ha aggiunto – verso la riconquista della dignità. La vera sfida dunque inizia ora e, grazie a un piano educativo integrato, il nostro obiettivo sarà quello di accompagnare queste persone e queste famiglie verso un pieno reinserimento lavorativo e sociale. Si parte dalla casa per ricostruire il resto della vita, d’altronde come scriveva Italo Calvino ne Le città invisibili, D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”.

I lavori di riqualificazione sono stati eseguiti dalla ditta La Concordia Costruzioni srl di Mirandola grazie ai fondi di Pnrr – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (500mila euro), Asp (365mila) e Unione (50mila per gli arredi): “la storia di questo edificio ha radici lontane. Negli Anni Cinquanta – spiega Alessandra Cavazzoni, direttore di ASP Terre d’Argine – venne donato alle Opere Pie Esposti di Carpi e venne messo a disposizione delle suorine che prestavano la propria opera all’interno dell’ospedale e della Tenente Marchi. Quando vennero richiamate dal loro Ordine, l’Ausl ci chiese di potervi collocare le infermiere straniere in forza al Ramazzini fino al 2008. Da allora lo stabile era vuoto, in attesa di trovare una destinazione consona alla nostra mission”. Questo Housing First, “è il frutto di uno straordinario lavoro di squadra teso a garantire un diritto primario, ovvero avere una casa a cui tornare” ha sottolineato il sindaco Riccardo Righi.

All’interno dell’edificio sono stati ricavati 8 piccoli appartamenti a ingresso autonomo, composti di bagno, angolo cottura e camera da letto, di cui 2 a piano terra (1 è a misura di disabile) pensati per ospitare in via temporanea adulti e nuclei in estrema emergenza abitativa. Persone che potranno contare anche sulla presenza di un educatore, già operante all’interno del Centro di ospitalità per adulti casa ex Carretti di Carpi. L’obiettivo, oltre a garantire l’accoglienza e offrire un tetto a chi l’ha perso, è quello di fornire agli ospiti gli strumenti necessari, laddove possibile, per rafforzarsi e rimettersi in piedi per intraprendere un percorso di vita autonomo.

Un nuovo servizio alla persona, aggiunge l’amministratore unico di Asp, Cinzia Caruso, “di cui siamo davvero orgogliosi e soddisfatti. Il centro sarà gestito da Asp in convenzione con l’Unione delle terre d’argine, pertanto lavoreremo in stretta sinergia con i Servizi Sociali per rispondere ai crescenti bisogni dei cittadini dei quattro comuni”.

Un progetto “sociale pensato per diverse tipologie di utenza. Un ulteriore strumento della nostra cassetta degli attrezzi per cercare di personalizzare sempre più la risposta ai bisogni del territorio” ha dichiarato l’assessore Tamara Calzolari.

“Le persone che abiteranno questi spazi sono in carico ai Servizi Sociali, vivono condizioni di fragilità e sono a rischio di emarginazione sociale. Quello trascorso tra queste mura sarà un tempo di passaggio, durante il quale cercheremo di fare leva sui punti di forza di ciascun ospite”, ha concluso Elena Cavicchi, responsabile Area adulti e famiglie.

Jessica Bianchi

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