29 milioni di euro all’Ausl di Modena, riqualificare l’Ospedale di Mirandola ora è possibile

Una nuova stagione di investimenti nella sanità pubblica per le Azienda sanitaria e ospedaliera-universitaria di Modena, grazie al via libera della Regione Emilia-Romagna all’accensione di un mutuo da oltre 50 milioni di euro. Circa 20 dei 29 milioni assegnati all’Ausl di Modena, spiega il direttore generale Mattia Altini, “verranno utilizzati per migliorare la sicurezza degli edifici e realizzare l’ammodernamento del patrimonio edilizio e impiantistico di tutte le strutture sanitarie ospedaliere e territoriali. A ciò si aggiungerà un intervento stimato tra i 6 e gli 8 milioni sull’Ospedale Santa Maria di Mirandola che si collega allo sviluppo del nuovo ospedale di Carpi per far sì che le due strutture siano integrate e interdipendenti”.

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Sono 54 i milioni di euro messi a disposizione di Azienda sanitaria Usl e Azienda ospedaliero universitaria di Modena grazie al via libera della Regione Emilia-Romagna all’accensione di un mutuo. L’obiettivo? Dare gambe a una nuova stagione di investimenti e “mettere così in sicurezza il nostro sistema di cura” ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi.

Dopo un anno speso “in difesa, ovvero a rimettere i conti in ordine e a tornare in equilibrio – ha aggiunto il il presidente della Regione, Michele de Pascale – ora scatta la fase due, quella dell’attacco, attraverso la ripresa di una spinta propulsiva. Grazie alle risorse in arrivo sarà possibile aumentare in modo significativo la capacità di intervento delle due aziende su ambiti fondamentali: sicurezza, tecnologie e spazi aggiuntivi per i professionisti. Un piano di investimento che ha visto una forte integrazione tra i sistemi aziendali onde evitare sovrapposizioni. Vorrei anche sottolineare come in Area nord, mentre procede l’iter per la ricerca del partner privato per la realizzazione del nuovo ospedale di Carpi, si stia già pensando in modo condiviso a come riqualificare il polo ospedaliero di Mirandola. Progettualità integrate che vanno oltre i singoli campanilismi”.

Circa 20 dei 29 milioni assegnati all’Ausl di Modena, spiega il direttore generale Mattia Altini, “verranno utilizzati per migliorare la sicurezza degli edifici (dall’antisismica all’antincendio) e realizzare l’ammodernamento del patrimonio edilizio e impiantistico di tutte le strutture sanitarie ospedaliere e territoriali, dunque delle condizioni di lavoro del personale.

A ciò si aggiungerà un intervento stimato tra i 6 e gli 8 milioni sull’Ospedale Santa Maria di Mirandola – di cui si sta discutendo all’interno di un gruppo di lavoro interdistrettuale che vede il coinvolgimento delle amministrazioni locali e della componente aziendale – che si collega allo sviluppo del nuovo ospedale di Carpi per far sì che le due strutture siano integrate e interdipendenti. Resta poi circa un milione di euro che verrà invece impiegato per ammodernare piccole attrezzature bio medicali”.

All’Azienda ospedaliero-universitaria spettano invece 25 milioni di euro che, spiega il direttore generale Luca Baldino, “rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno e ci consentiranno di risolvere due problemi sostanziali. Da un lato, con 20 milioni, saremo in grado di terminare il cantiere della palazzina materno-infantile, assegnato nel 2022 e fermo a causa dell’impennata dei costi dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina. Con altri 2 milioni, andremo a integrare un finanziamento regionale di 4,5, che ci consentiranno di realizzare tre nuove sale operatorie, di cui una ibrida, al Policlicnico. Ricordo che lì il comparto operatorio è su due piani e che dopo la conversione di uno a stanze di rianimazione durante il Covid non siamo più riusciti ad attivare le sale poiché abbiamo scoperto che c’era un problema di altezze. Ridare ai chirurghi una quantità sufficiente di spazi è dunque di fondamentale importanza. Infine parte delle risorse saranno destinate ai blocchi tecnologici, come le cabine elettriche, e all’acquisto di piccole e medie tecnologie.

Questi interventi si accompagnano ad altri che faremo in autofinanziamento all’Ospedale di Baggiovara dove verranno realizzati: quattro nuove sale operatorie, 42 letti di degenza aggiuntivi e una nuova palazzina dedicata ad ambulatori e studi medici”.

Jessica Bianchi

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