C’è una città che osserva, sussurra e a volte protegge. È Modena, e nel libro per ragazzi I Rolling Squad e il mistero della torre silente (Damster) non è solo uno sfondo, ma una vera protagonista. A darle voce è Lina Pinto, autrice che intreccia giallo, fantastico e crescita personale in una storia pensata per lettori dagli 8 anni in su, ma capace di parlare anche agli adulti, accompagnandoli in una riscoperta emotiva dei luoghi e delle relazioni. Un racconto che invita a rallentare lo sguardo e ad ascoltare ciò che spesso, nella vita quotidiana, passa inosservato.
L’idea del libro nasce quasi per caso, alla fine di una visita guidata ai tesori di Modena. Nella Sala delle metope del Duomo, davanti alle sculture medievali, Pinto resta “folgorata” dalla bellezza e dal senso di protezione evocato da quelle figure. Guardiani silenziosi, antichi, capaci di parlare ancora al presente. Scrive di getto le emozioni provate sul momento, come per non disperderle, senza immaginare che sarebbero diventate l’ossatura di un romanzo. La svolta arriva mesi dopo, al GialloFestival di Bologna: un racconto premiato, l’incontro con l’editore Damster e una proposta chiara “Scrivere un giallo per ragazzi ambientato a Modena – racconta -. Da lì, il mistero prende forma, cucito attorno a quell’intuizione iniziale, e nascono i Rolling Squad, una squadra che unisce amicizia, intuito e coraggio, incarnando il desiderio di esplorazione tipico dell’età preadolescenziale”.
Modena, appunto. “In un’altra città tutto si sarebbe svolto in modo diverso”, spiega l’autrice. Nel libro convivono la storia millenaria del Duomo, della Ghirlandina e della Bonissima con luoghi contemporanei come il Make-it, palestra digitale, o Porta Aperta, spazio di incontro e inclusione. È una città reale, viva, riconoscibile, con i suoi modi di dire e la sua quotidianità, ma anche una città che suggerisce e accompagna. Per Pinto è un omaggio personale: Modena è la sua città d’adozione, quella che le ha permesso di crescere come cittadina consapevole. Il libro diventa così un atto di restituzione, un ponte tra generazioni, e un invito a sentirsi parte attiva della comunità.
Il mistero delle campane che non suonano è solo il punto di partenza. Al centro c’è l’idea che l’avventura acceleri la crescita, soprattutto quando si hanno undici anni come i protagonisti Sara e Spillo. L’elemento magico li costringe a guardarsi dentro e a riconoscere risorse che già possedevano. Attorno a loro si muove uno scenario fatto di problemi reali e molto concreti: la crisi climatica, la pioggia incessante, il rischio di alluvioni, le fake news, l’esclusione dei “diversi”. Temi complessi affrontati con delicatezza, senza rinunciare alla profondità. I Rolling Squad, sostenuti da adulti che scelgono di fidarsi, scoprono che una comunità può essere forte se sa ascoltare anche i più giovani.
Sara, Spillo e il cagnolino Short formano un gruppo compatto, legato da affetto e fragilità. In ciascuno di loro c’è qualcosa dell’autrice stessa, che ha attinto ai ricordi dell’infanzia di suo figlio: il bisogno di autonomia, ma anche di riconoscimento. Sara, in particolare, deve affermare sé stessa superando le diffidenze legate alla sua disabilità, un aspetto che Pinto ha voluto rendere centrale per parlare di inclusione in modo naturale, non didascalico. Il personaggio in cui oggi si riconosce di più, però, è Piétorto, il senzatetto europeo che parla in più lingue e si sente spaesato in un mondo che cambia troppo in fretta, simbolo di una fragilità adulta spesso invisibile.
“Scrivere per bambini non è stato semplice – dice Pinto – La sfida più grande è stata mantenere un linguaggio accessibile senza semplificare troppo. Dopo una prima stesura istintiva, il testo è stato asciugato e limato grazie a un accurato lavoro di editing. Alcune parole più ricercate sono rimaste: una scelta precisa, perché – sottolinea l’autrice – i ragazzi sono spesso più pronti di quanto immaginiamo. La lettura diventa così anche uno spazio di dialogo, di domande condivise, di crescita reciproca”.
E cosa resta dopo l’ultima pagina? “L’augurio è che rimangano divertimento, ottimismo e speranza”. In un mondo complesso e incattivito, Lina Pinto invita i giovani lettori a non perdere fiducia e a cercare la bellezza come gesto quotidiano di cura, attenzione e responsabilità.
Il finale apre al futuro. I Rolling Squad sembrano pronti per nuove indagini e l’autrice ha già ripreso a scrivere. Inserito nella collana I Giallini di Damster, il libro potrebbe essere solo il primo capitolo di una serie. Le avventure continuano. E Modena, ancora una volta, osserva, accompagna e custodisce.
L’appuntamento con la presentazione del libro è venerdì 20 febbraio, alle 18, presso le Librerie.coop Modena Duomo di corso Duomo, 39 a Modena. A dialogare con l’autrice sarà la giornalista Annarosa Ansaloni.
Filippo Pederzini
























