Il Rotary Club Carpi premia Mauro D’Orazi

Il Rotary Club Carpi, giovedì 22 gennaio, nella cornice del Ristorante Sporting - da Michele, ha consegnato il Premio Alberto III Pio a Mauro D'Orazi, scrittore e divulgatore della storia, delle tradizioni e del dialetto carpigiani. Grande la soddisfazione di D’Orazi: “sono davvero grato per questo riconoscimento che riguarda una parte importante della mia vita dedicata alla scrittura, alla ricerca e alla trasmissione delle tradizioni locali e naturalmente a ciò che è la manifestazione più significativa, ovvero il nostro dialetto”.

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Il Rotary Club Carpi, giovedì 22 gennaio, nella cornice del Ristorante Sporting – da Michele, ha consegnato il Premio Alberto III Pio a Mauro D’Orazi, scrittore e divulgatore della storia, delle tradizioni e del dialetto carpigiani. Il premio, nato nel 2005, consiste in una scultura in bronzo realizzata dallo scultore carpigiano Giuseppe Merighi, raffigurante Alberto III Pio, ultimo principe di Carpi nonché studioso e mecenate a cui si deve lo sviluppo economico e culturale della città di Carpi durante il Rinascimento.

“Lo spirito del riconoscimento – commenta il presidente del Rotary, Franco Rebecchi – è quello di premiare una personalità carpigiana che si sia particolarmente distinta in campo umanitario, culturale, artistico, imprenditoriale o sportivo, contribuendo così a dar lustro alla nostra città oltre i propri confini”.

Grande la soddisfazione di D’Orazi: “sono davvero grato per questo riconoscimento che riguarda una parte importante della mia vita dedicata alla scrittura, alla ricerca e alla trasmissione delle tradizioni locali e naturalmente a ciò che è la manifestazione più significativa, ovvero il nostro dialetto. La mia non è certo nostalgia a guidarmi è l’impegno morale, tenace e propulsivo di raccogliere e non perdere la nostra memoria, le nostre radici e la nostra carpigianità, tra pregi e difetti. Nel dialetto vivono le più svariate e complesse sfumature del carattere di una comunità, il modo di pensare, di scherzare, di raccontare la vita quotidiana con immediatezza e verità. Custodirlo e valorizzarlo significa mantenere vivo un patrimonio che rende ogni territorio unico e riconoscibile”.

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