“No a un’antenna di telefonia mobile in Piazzale Don Venturelli”

I residenti di Piazzale Don Venturelli fanno fronte comune dopo aver appreso dell’autorizzazione all’installazione di un’antenna di telefonia mobile (Iliad) nel parco pubblico del piazzale nonché area giochi dei bambini. Il Comitato dei cittadini di Piazzale Don Venturelli ha scritto una lettera aperta al sindaco Riccardo Righi per esprimere il proprio dissenso.

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I residenti di Piazzale Don Venturelli fanno fronte comune dopo aver appreso dell’autorizzazione all’installazione di un’antenna di telefonia mobile nel parco pubblico del piazzale nonché area giochi dei bambini. Il Comitato dei cittadini di Piazzale Don Venturelli ha scritto una lettera aperta al sindaco Riccardo Righi per esprimere il proprio dissenso.

“Il 2 dicembre 2025, con Delibera di Giunta Comunale n. 262, è stata approvata l’installazione di un nuovo ripetitore di telefonia mobile della società Iliad Italia Spa. in un’area di proprietà comunale sita in Piazzale Don Venturelli, finora destinata a parco ed aree giochi per i bambini. L’area individuata – si legge nella lettera – si trova all’interno del parco pubblico con giostrine per bambini, a poche decine di metri da numerosi edifici che ospitano oltre 150 famiglie, circa 500 abitanti, e a circa 200 metri da un asilo nido, una scuola d’infanzia e una scuola elementare, oltre che un centro sportivo per ragazzini.

I residenti segnalano che la realizzazione dell’impianto comporterà una drastica modifica dell’uso originario dell’area, adibita a parco pubblico, sottraendo all’uso comune spazi verdi e percorsi pedonali utilizzati dai bambini e dalla comunità. L’Amministrazione comunale, nonostante abbia dichiarato che il benessere del cittadino è sempre prioritario, non ha considerato la possibilità di localizzazioni alternative che riducano l’impatto su aree densamente abitate e vicine a servizi sensibili come scuole e spazi ricreativi. Come scritto nelle delibere d’indirizzo del Comune di Carpi stesso, che recitano negli obbiettivi da perseguire: “minimizzare (…) l’esposizione ai campi elettromagnetici della popolazione, specie in riferimento ai recettori cosiddetti sensibili (scuole e case di cura)”.

I cittadini esprimono preoccupazione per la salute, la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici, auspicando che l’Amministrazione riveda la scelta dell’area, individuando soluzioni diverse più lontane dai complessi residenziali e dai servizi scolastici, nel rispetto del benessere della comunità”.

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