Il mondo è in fibrillazione, l’Unione Europea stavolta che farà?

Nata per unire si è rivelata un’operazione che ha prodotto l’effetto opposto: è evidente che le migliori intenzioni all’origine dell’Unione Europea non si sono tradotte in realtà. La rubrica di PAP20

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Unione Europea è nata per unire ma si è rivelata un’operazione che ha prodotto l’effetto opposto: doveva contribuire a coalizzare le economie dei Paesi per maggiorarne la forza, doveva aiutarli a fare scudo contro gli stress economici esterni, doveva proteggere il mercato interno e promuoverlo per garantire un futuro migliore ai cittadini all’indomani dello sforzo bellico profuso nella seconda guerra mondiale e alla luce della Costituzione dei singoli Stati ma le buone premesse non hanno trovato piena realizzazione. Oggi è il momento di tirare una riga per fare un bilancio. È andata veramente così? No, assolutamente.

Già qualche indicazione era arrivata nel 2008 quando l’Unione Europea si era fatta carico di una situazione finanziaria innescata negli Stati Uniti ma di cui l’UE ha subito in maniera più pesante gli effetti perché priva degli anticorpi per proteggersi dagli stress esterni. In quell’occasione, l’Unione Europea non aveva saputo proteggere gli Stati, come la Grecia o l’Irlanda, il cui debito sovrano era andato in sofferenza. Aveva adottato l’austerità come cura quando lo Stato avrebbe invece dovuto dare slancio all’economia per farla ripartire. Anche l’Italia, con Monti e i governi tecnici, ha insistito con l’austerità espansiva che non ha migliorato il rapporto debito/Pil o lo stesso debito pubblico.

In pandemia c’è stato un ulteriore stress esterno e l’economia che è cresciuta solo nel momento in cui è stato sospeso il patto di stabilità e crescita che, reintrodotto post covid, ha mandato nuovamente in sofferenza i Paesi.

Inoltre, l’Unione Europea ha imposto all’economia modalità di sviluppo dal sapore sovietico cancellando dal mercato le auto a combustione termica e imponendo l’elettrico quando ancora non eravamo attrezzati alla produzione di auto elettriche e non avevamo i redditi dei cittadini commisurati al costo delle stesse, per effetto delle politiche di austerità. Una scelta folle considerando il contesto.

Infine, l’Unione Europea per questioni ideologiche e in nome della libertà si è lanciata in una guerra per procura impostata dagli Stati Uniti per poi ritrovarsi, al cambio di amministrazione americana, a sostenerne i costi ingenti. Addirittura si ipotizza una sospensione del Patto di stabilità per aumentare gli acquisti di armi e perpetuare una logica di guerra non nostra. Dove stiamo andando a finire?

E’ evidente che le migliori intenzioni all’origine dell’Unione Europea non si sono tradotte in realtà. L’Unione Europea è un artefatto che non ha all’interno gli anticorpi per fermare queste derive che danneggiano i cittadini europei e non ha all’interno quella costruzione democratica che partendo dal basso possa trovare nell’azione politica una risposta.

L’Unione Europea ha tanti soldi da spendere ma poco controllo democratico: occorre mettere in discussione tutto prima che sia troppo tardi.

PAP20

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