“In questi giorni sugli organi di informazione locale è ampiamente commentata la proposta di realizzare una statua/monumento del Beato Odoardo Focherini, da collocare accanto al Duomo. L’idea è in ballo da qualche anno, promotori da un lato l’attuale Sindaco (non un voto del Consiglio Comunale) e dall’altro la Diocesi, la cui volontà non si sa bene impersonata concretamente da chi: il Vescovo, il Vicario Generale, il Consiglio Presbiterale, il Consiglio Pastorale Diocesano o il Popolo di Dio che è in Carpi?” inizia così la riflessione pubblicata sul blog Scintilla Carpi sulla vicenda del monumento a Odoardo Focherini.
Al di là dei passaggi burocratici e delle immancabili schermaglie politiche, la riflessione di Scintilla accende l’attenzione su un altro nodo centrale: la qualità dell’opera e la sua collocazione urbanistica. Mettere una nuova scultura in Piazza Martiri significa inserirsi in uno spazio di altissimo pregio architettonico, stretto tra l’imponenza del Duomo, la maestosità di Palazzo dei Pio e l’armonia del Portico Lungo. Un contesto simile non tollera soluzioni improvvisate o banali.
La vera sfida sta nel rappresentare la doppia anima di Odoardo Focherini. Da un lato il fedele laico elevato agli altari, figura di preghiera e di fede vissuta; dall’altro il cittadino deportato e martire della barbarie nazista. In un certo senso, si tratta di far dialogare in un’unica figura umana l’anima spirituale del Duomo e quella storica del Museo al Deportato. Un’opera di sintesi così delicata non può essere risolta con superficialità, né con un’astrazione talmente spinta da risultare incomprensibile ai passanti, ma richiede il talento e la sensibilità di uno scultore di provata fama.
In una città che con i monumenti ha sempre avuto un rapporto complesso – basti pensare alle prolungate vicende che hanno accompagnato le sculture del Parco della Resistenza – l’invito che sale da Scintilla è quello della prudenza e del buon senso. Scontri ideologici e contrapposizioni esasperate finirebbero solo per svilire un’iniziativa che nasce con le migliori intenzioni.
L’auspicio è che prevalga un confronto sereno e approfondito: per far sì che Carpi regali a se stessa, e a chi la visita, un ricordo di Focherini che sia davvero all’altezza della sua grande storia.