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La carpigiana Elena Cattini premiata al concorso internazionale Assisi Suono Sacro 2026

Con Laudato, composizione ispirata al Cantico delle Creature di San Francesco, conquista il secondo premio.

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Elena Cattini

La carpigiana Elena Cattini, pianista e compositrice, si è aggiudicata il secondo premio al concorso musicale internazionale Assisi Suono Sacro 2026, bandito dall’omonima associazione. La manifestazione si svolge con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e dei Knights of Saint Francis. Le tre composizioni premiate, di Pietro Picchi, Elena Cattini e Giovanni Claudio Traversi, saranno eseguite in concerto domenica 25 ottobre alle ore 18 nella Cappella della Pro Civitate Christiana ad Assisi. A interpretarle sarà il soprano Chiara Giudice accompagnata da un quartetto d’archi. La giuria, presieduta dal maestro Flavio Emilio Scogna, comprende anche il compositore e flautista Andrea Ceccomori, direttore artistico dell’associazione, Maria Cristina Lalli, Paolo Franceschini e Stefano Taglietti. “Obiettivo finale del concorso – spiegano gli organizzatori – è la promozione della nuova creatività compositiva. Centrale il riconoscimento alla musica della straordinaria capacità di dare espressione ai valori spirituali e universali dell’Uomo. Il Concorso è pensato con lo scopo di preservare e mantenere una visione spirituale della musica a favore della Pace. Focus dell’edizione 2026 del Concorso è la figura di San Francesco e il suo Cantico delle Creature nel Giubileo delle commemorazioni del Santo.”

Il bando richiedeva, infatti, un’opera ispirata al Cantico delle Creature, composta per soprano e quartetto d’archi, o per elementi dello stesso. La composizione di Elena Cattini, intitolata Laudato, è scritta per soprano e trio d’archi e segue la versione originale del Cantico di San Francesco da cui, secondo l’autrice, la spiritualità del testo risulta potenziata. “Laudato è articolato in tre frammenti – spiega Elena Cattini – con un breve intermezzo strumentale tra il secondo e il terzo, che ha come punto culminante dal punto di vista emotivo l’intervento vocale sulla parola che dà il nome all’opera, appunto Laudato, pronunciata nel registro grave, con un sostegno esilissimo del violino. La potenza e la gloria del bon Signore si manifestano fin dall’inizio nello sfavillare dei tremoli di armonici degli archi, ma la voce si mantiene sempre in una dimensione intima, di preghiera che privilegia la semplicità ritmica e le linee discendenti anche nel proclamare la lode, ricerca spesso dinamiche delicate negli acuti e non teme di avventurarsi nell’ambito grave, più scuro. Nel testo del terzo frammento – conclude la compositrice – l’attenzione si sposta dagli elementi del creato all’uomo, capace di perdonare e di sopportare in pace malattie e tribolazioni. È un messaggio potente che, anche musicalmente, non ha bisogno di essere urlato. Al contrario, trova enfasi nelle pause che si fanno strada nella parte degli archi e nel diminuendo al silenzio della voce nel finale”.

Elena Cattini affianca all’attività di pianista e compositrice quella didattica: è attualmente docente di Teoria, ritmica e percezione musicale presso il Conservatorio Pavarotti di Modena e Carpi.