È stata una presa di posizione netta, quella della consigliera Pd Lorella Rossetti. Dopo avere ascoltato in aula la risposta fornita dall’Ausl di Modena all’interrogazione presentata dal gruppo di maggioranza sul piano ferie del personale sanitario dell’ospedale e dei servizi territoriali, Rossetti non ha usato mezzi termini e non ha nascosto le proprie perplessità.
Alla domanda su “come l’azienda intenda coniugare il diritto alle ferie e la continuità assistenziale senza gravare su un personale già in forte sottorganico”, l’Ausl ha spiegato di avere inviato “già nel mese di febbraio una nota interna affinché nelle varie unità operative e nei servizi potessero prendere il via le azioni propedeutiche a garantire la fruizione delle ferie da parte di tutto il personale”. L’azienda sanitaria ha inoltre fatto sapere che “per far fronte alle criticità è stato previsto un piano assunzioni e l’inserimento di nuove risorse per soddisfare le esigenze dei lavoratori”, oltre alla predisposizione di “un avviso pubblico per coinvolgere infermieri neolaureati”.
Una risposta giudicata però del tutto “insufficiente” dalla consigliera.
“Nella risposta fornita – spiega – non vengono indicate azioni concrete e verificabili, ma soltanto procedure organizzative e richiami generici. Mancano inoltre dati fondamentali per comprendere la reale sostenibilità del piano ferie. Non viene indicata l’effettiva dotazione organica, né quale percentuale del personale possa andare in ferie senza compromettere la continuità assistenziale. Non si specifica quanti infermieri e operatori socio-sanitari manchino rispetto al fabbisogno reale, così come manca una quantificazione delle risorse previste per affrontare il periodo estivo”.
E, ancora, prosegue la consigliera del Pd, “non vengono indicate eventuali riduzioni dei servizi o spostamenti di personale tra le diverse unità operative. Nessun cenno, poi, alla situazione dei servizi territoriali, che rappresentano una parte fondamentale del sistema e che oggi vivono forti criticità organizzative”.
Anche il tema delle assunzioni resta vago e privo di certezze: “si parla genericamente di un piano assunzioni e di mobilità, senza indicare tempi, numeri o garanzie sull’effettivo arrivo di personale”. Ancora una volta, conclude Rossetti, “il rischio è quello di gravare sul personale infermieristico e sugli operatori socio-sanitari con numerose ore aggiuntive per garantire la continuità dei servizi. La risposta, dunque, non chiarisce come si intenda garantire il diritto alle ferie senza compromettere i servizi e senza continuare a scaricare il peso delle carenze strutturali su operatori già da tempo in forte sofferenza”.
Jessica Bianchi