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Un centro del riuso a Carpi? Piace a tutti ma nessuno ha ancora fatto nulla per aprirlo

Correva l’anno 2021 quando iniziammo a scrivere dell’opportunità di aprire anche a Carpi un centro del riuso a ridosso di una stazione di raccolta rifiuti come già accade in numerosi comuni del bacino gestito da Aimag e non solo (vedi alla voce Correggio). Nel corso degli anni queste virtuose realtà si sono letteralmente moltiplicate e in Unione delle Terre d’Argine, Carpi è l’unica ad esser rimasta a bocca asciutta. Sollecitato sull’argomento, il sindaco Riccardo Righi parla del 2027 come l’anno giusto per dare gambe a un progetto che, di fatto, ancora non c’è.

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Correva l’anno 2021 quando iniziammo a scrivere dell’opportunità di aprire anche a Carpi un centro del riuso a ridosso di una stazione di raccolta rifiuti come già accade in numerosi comuni del bacino gestito da Aimag e non solo (vedi alla voce Correggio). Nel corso degli anni queste virtuose realtà si sono letteralmente moltiplicate e in Unione delle Terre d’Argine, Carpi è l’unica ad esser rimasta a bocca asciutta.

L’utilità di questi centri è innegabile: molte famiglie che svuotano soffitte o vogliono liberarsi di oggetti che non usano più, prima di entrare in discarica fanno tappa al mercatino. Tutto ciò che ha ancora un valore viene messo in vendita a prezzi irrisori mentre il resto oltrepassa il cancello dell’adiacente isola ecologica. Il passo è breve ed è proprio questa prossimità a fare la differenza. Una posizione strategica che rivela utile per arginare il fenomeno degli abbandoni e, allo stesso tempo, per dare alle persone in difficoltà economica l’opportunità di acquistare oggetti utili a prezzi piccoli. Questi centri di recupero e riciclaggio nei quali è possibile trovare pezzi d’arredo, soprammobili, piccoli elettrodomestici e molto altro ancora, vengono gestiti grazie a delle convenzioni con enti del tessuto associativo del territorio. Nell’aprile del 2022 (per approfondire leggi qua: https://temponews.it/2022/04/08/si-a-un-centro-del-riuso-a-carpi-ora-pero-serve-unassociazione-per-gestirlo/), l’allora vice sindaco Stefania Gasparini aveva dichiarato di non avere “nulla in contrario, anzi, sarebbe davvero un’iniziativa meritoria. Il progetto avrebbe una valenza sociale importante e un’ottima ricaduta dal punto di vista ambientale. Ciò che occorre è un ente non profit con cui stilare una convenzione per la gestione dello spazio. Qualora riscontrassimo tale possibilità la realizzazione di un centro per il riuso diventerebbe assolutamente fattibile”. Anche l’ex presidente di Aimag, Gianluca Verasani si era mostrato ottimista: “Aimag sostiene esperienze di questo tipo ed è a disposizione per trovare una soluzione in tal senso anche a Carpi”.

A Soliera, Novi e Campogalliano è Auser a gestire questi centri e gli utili ricavati vengono poi rimessi in circolo per sostenere alcuni progetti cittadini. Interpellato nell’ottobre 2025 il responsabile di Auser Carpi, Eugenio Arpaia, non si era sottratto al confronto: “qualora raggiungessimo un numero congruo di volontari – aveva spiegato – siamo disponibili a metterci a disposizione” (per ulteriori dettagli rimandiamo all’articolo https://temponews.it/2025/10/18/centro-del-riuso-carpi-resta-ancora-a-bocca-asciutta/).

Nonostante i proclami però, un centro del riuso a Carpi ancora non c’è e l’attuale Amministrazione continua a prendere tempo.

“Aprire un centro di raccolta e riuso – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente, Serena Pedrazzoli – è nei piani di questa Amministrazione. Per questo, stiamo ragionando insieme ad Aimag per individuare la soluzione ideale per la nostra città, dove esistono già realtà che svolgono, molto bene, questo compito. Il lavoro che stiamo facendo, quindi, è studiare un progetto su misura per noi che puntiamo a candidare al prossimo bando di Atersir”. Sollecitato sull’argomento, il sindaco Riccardo Righi parla del 2027 come l’anno giusto per dare gambe a un progetto che, di fatto, ancora non c’è.

Jessica Bianchi